IMPRESE, RISVOLTI ANTICRISI DECRETO SVILUPPO

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CATANIA – Il fine è stimolare la crescita e far ripartire l’economia. I mezzi, quelli predisposti dal Decreto Sviluppo, sono vari e tra questi la Riforma della legge fallimentare entrata in vigore l’11 settembre che, con le sue modifiche, interviene e disegna delle formule di salvataggio, volte a esorcizzare quanto più possibile il fallimento delle imprese.

È su questo tema così importante e urgente che si è svolto stamattina (1 dicembre) all’hotel Excelsior di Catania il convegno “Recenti novità legislative in tema di impresa e procedure concorsuali” organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania (Odcec) e dal Centro Studi Diritto Fallimentare di Catania “Prof. Giuseppe Ragusa Maggiore” : «Si tratta di modifiche molto positive – ha commentato il presidente Odcec Catania Margherita Poselli – di strumenti anticrisi che dovrebbero sostenere meglio le imprese durante lo svolgimento della procedura, soprattutto nel caso di concordato con continuità aziendale. L’impresa è un bene comune e la sua tutela è la garanzia migliore anche per gli stessi creditori». A fare notizia è stato soprattutto il cosiddetto concordato “in bianco”: «È una grande novità destinata a incidere molto nella realtà – ha spiegato il presidente del Centro Studi Diritto Fallimentare Concetto Costa – perché l’imprenditore in difficoltà può presentare la domanda e posticipare a un momento successivo, stabilito dal tribunale, la presentazione di tutta la documentazione richiesta per la proposta di concordato preventivo. Con l’effetto di paralizzare l’azione esecutiva e le eventuali aggressioni dei creditori. Una misura molto positiva purché non venga utilizzata a fini dilatori, cioè solo per ritardare un fallimento che è inevitabile». In altre parole una boccata d’ossigeno per evitare che le difficili condizioni possano ulteriormente deteriorarsi. A servirsene ad esempio sono state proprio due grosse aziende ormai da mesi sulle pagine dei giornali, Aligrup e Wind Jet. Una soluzione alternativa al concordato è quella dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, approfondito dal giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Catania Giuseppe Fichera.

L’altra importante novità è l’istituzione del tribunale delle imprese, o più precisamente di una sezione speciale in materia di imprese. Come ha analizzato il presidente del Tribunale di Catania Bruno Di Marco: «Lo scopo è quello di accelerare e quindi ridurre i tempi, presupposto indispensabile è la specializzazione del giudice soprattutto in una materia assai complessa come quella societaria. E in questo senso la riforma è condivisibile e se vuole raggiungere i suoi obiettivi non può essere a costo zero, deve essere accompagnata da altre misure, rivedere gli organici sia di magistratura che di personale amministrativo». A toccare da vicino il tema del tribunale delle imprese è stata invece il presidente della IV sezione civile e fallimentare del tribunale di Catania Adriana Puglisi.

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