Perdita di capelli: questione di geni e di alimentazione

Sono molti i fattori che influenzano la qualità del nostro stile di vita e che possono avere delle ripercussioni anche sul nostro corpo a livello estetico. Molti difetti o problemi hanno una causa evidente, mentre altri sono più difficili da spiegare. Individuare i fattori responsabili del fenomeno, che diventa effettivamente un problema quando troppo frequente o abbondante, aiuta a trovare soluzioni mirate ed efficaci.

La perdita dei capelli può essere causata da tanti fattori, anche molto diversi tra loro (trattamenti aggressivi, eccessivo calore, stress, problemi ormonali), che agiscono sullo stato del bulbo pilifero e lo indeboliscono in vario modo. Tra le principali cause, le più importanti sono costituite da fattori genetici e da un’alimentazione scorretta. Oltre a queste principali di cui ora ci occuperemo più nel dettaglio, troviamo anche problematiche ai follicoli, l’utilizzo di prodotti troppo aggressivi, problemi ormonali e alla tiroide, stress e anemia. Tutti questi elementi, apparentemente non correlati, possono incidere moltissimo sullo stato di salute dei capelli e portare alla loro perdita anomala e, nei casi più gravi, a forme di alopecia vera e propria.

Come già detto, tra le principali cause dell’eccessiva perdita di capelli troviamo un fattore estremamente rilevante, che non dipende dal soggetto in modo diretto: si tratta dei geni. La genetica ha, infatti, un ruolo molto importante nel determinare molte caratteristiche del nostro organismo. La forza del capello e il suo aspetto sono strettamente legati ai geni ed è per questo motivo che gli studiosi hanno notato delle differenze tra i capelli di individui che vivono in zone del mondo diverse. Se gli europei mostrano di essere più soggetti a sviluppare patologie come la calvizie, pare che gli asiatici siano quelli con i capelli più forti perché i loro geni sono carenti di un enzima che causa la perdita dei capelli. Questo enzima si può trovare all’interno del bulbo e ha il compito di tramutare il testosterone nell’ormone DHT. Il diidrotestosterone a sua volta causa la riduzione del bulbo fino a causare la perdita del capello e la conseguente calvizie, meno frequente presso i popoli asiatici. Intervenire sui geni per limitare il problema non è al momento possibile, ma questo non significa che non esistano soluzioni al problema. Si può infatti ricorrere a trattamenti estetici come innesti, trapianti e interventi di mesoterapia, ma anche optare per l’utilizzo di prodotti dermocosmetici. In quest’ultimo caso parliamo di soluzioni come la lozione anticaduta per capelli di marchi tipo Bioscalin, che sono in grado di agire sul bulbo per rinforzarlo e impedire al capello di cadere.

Un altro fattore determinante per la salute dei capelli è l’alimentazione, che influisce non solo su questo aspetto ma su molti altri. Come il resto del corpo, anche il capello può trarre benefici da un’alimentazione ricca di nutrienti e soffrire in caso di mancanze. In particolare è fondamentale l’assunzione delle vitamine del gruppo A, B e C, lo zinco e il ferro. Gli zuccheri invece sono dei nemici per la salute dei capelli e tendono a indebolire a lungo andare la forza del bulbo. È dunque preferibile un’alimentazione a basso contenuto glicemico e ricca di frutta e verdura di vario genere. Questo è un altro dei motivi per cui, oltre che per i sopracitati fattori genetici, europei e asiatici presentano capelli diversi per aspetto e forza. La dieta mediterranea, sebbene sia molto salutare, non sempre è in grado di proteggere il capello come dovrebbe, mentre l’alimentazione asiatica, ricchissima di verdura e molto povera di zuccheri, è ideale a mantenere il bulbo sano e forte.

Ma come agire sull’alimentazione? Per la salute dei capelli non è necessario seguire una dieta rigida ma basta prendere una serie di precauzioni. Una buona abitudine consiste nell’evitare cibi eccessivamente zuccherati e aumentare il consumo di frutta e verdura. In particolare, per assumere la giusta quantità di vitamina A è importante mangiare uova e consumare il formaggio, che fornisce anche calcio. Anche il fegato è ricchissimo di questa vitamina, mentre il gruppo B può essere assunto consumando legumi come le lenticchie, oppure grano, avena, riso e noci. La vitamina C, come molti sanno, si trova in abbondanza negli agrumi, soprattutto le arance, i pompelmi e i limoni, ma anche in prodotti diversi come il kiwi e gli spinaci. L’apporto di minerali come zinco e ferro è fornito invece rispettivamente dagli asparagi e dal sedano, dai legumi, come i ceci, i fagioli, le lenticchie e dai frutti di mare, in particolare le ostriche e le vongole.

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