SALUTE MENTALE, LUNEDI’ CONFERENZA

È emergenza sociale: oltre 250 strutture per utenti con disagi psichici sono al collasso; 2000 operatori impegnati quotidianamente nel percorso di cura e recupero dei pazienti rischiano il posto di lavoro; ma, cosa ancor più grave, il futuro di 2500 disabili mentali siciliani potrebbe presto diventare un’incognita. 

Un indotto di 10mila utenti che racchiude cooperative sociali, case-alloggio, case-famiglie, associazioni di utenti e familiari impegnati nella riabilitazione dei disagi psichici-mentali, combatte ogni giorno contro l’indifferenza delle istituzioni. 
A lanciare l’allarme è il Coresam, il Coordinamento regionale salute mentale, già in campo da diversi anni con l’obiettivo di spingere la riorganizzazione dei servizi psichiatrici, attraverso una legge di riforma che riconosca e individui le cooperative quali titolari di un percorso socio-sanitario. 
«Con la nuova finanziaria – spiega Francesco Lirosi, presidente Coresam – è stato cassato l’art. 19, inerente l’integrazione tra servizi sanitari e socio-assistenziali e propedeutico all’ingresso delle comunità alloggio anche nei capitoli della spesa sanitaria. La Sicilia è infatti l’unica regione d’Italia a negare la giusta dignità alle strutture residenziali terapeutiche operanti sul territorio, relegandole al mero ruolo assistenzialistico dettato dal rapporto con l’assessorato alla Famiglia». 
In una regione che si classifica al primo posto per consumo di psicofarmaci, «la dignità del malato e il diritto alla salute – sottolineano i delegati delle associazioni familiari Oltre l’Orizzonte e Afadipsi – non vengono tenuti in considerazione dalle istituzioni: abbiamo grande preoccupazione per il futuro dei nostri familiari, che devono recuperare la loro dimensione nel contesto in cui vivono». «L’assessore Borsellino – continua Lirosi – dopo rassicurazioni e garanzie sulla battaglia per la sopravvivenza delle strutture residenziali, ci ha tradito. E con noi ha tradito tutti quegli utenti che nelle comunità alloggio trovano l’umanizzazione della cura e una serie di interventi trasversali volti al superamento della disabilità».
Lunedì 31 marzo, alle ore 10.00, presso palazzo dell’Esa (via Beato Bernardo 5, Catania), alla presenza di Confcooperative, Unicoop, Legacoop, Agci, Unci, operatori, sindacati, associazioni degli utenti e dei familiari, si terrà la conferenza stampa di denuncia di «una situazione che rischia di esplodere – conclude Lirosi – e di mettere definitivamente in croce un modello virtuoso che fino ad oggi ha supportato con buone prassi la filiera della fragilità». A raccontare la loro esperienza, saranno anche e soprattutto gli utenti affetti da disagio psichico, in prima fila per la difesa di quei servizi che, come affermano Simonetta e Gigliola (due sorelle prese in carico dalla Casa famiglia “Insieme”) «ci hanno permesso di ricominciare a vivere, riconquistando la nostra identità e soprattutto il rispetto». Contro lo stigma. A favore di una vita dignitosa. 
 
Ufficio stampa I Press Catania
Assia La Rosa
 

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