AMBIENTE, PAROLA D’ORDINE: DIFFERENZIARE

CATANIA – Cultura e coscienza sono le parole chiave quando si parla di rifiuti. Ma bisogna proseguire nel percorso di conoscenza e tenere sempre bene a mente la regola delle “4R”: riutilizzare i prodotti; ridurre alla fonte i rifiuti; riciclare,  trasformando gli scarti in nuovi oggetti; recuperare materia e energia. E la città di Catania dal 2004 al 2011 ha di certo fatto strada nell’ambito della raccolta differenziata, passando dal 3% del 2004 al 16% di inizio 2012. Un buon punto di partenza che acquista maggior importanza se rapportato anche a un altro dato: nel 2009 su 390 comuni siciliani Catania occupava la posizione numero 216, mentre secondo una proiezione del 2011 raggiungerebbe la settantesima posizione, per scalare ancora la vetta nel 2012.

«Si deve fare ancora tanto ma ci possiamo considerare soddisfatti, questi sono di certo dei risultati incoraggianti» ha affermato Claudio Torrisi, assessore all’Ecologia e Ambiente del comune di Catania che ha patrocinato (insieme all’Osservatorio dei rifiuti) il forum “Catania città sostenibile: da rifiuto a risorsa”, che si è svolto questa mattina al Palazzo della Cultura, promosso dai club service Rotary, Lions, Soroptimist, Fidapa, Inner Wheel e Kiwanis, con il sostegno dell’Oikos spa, che opera nel settore dei servizi ambientali anche nel territorio del Comune. Un folto pubblico, composto in gran parte da alunni delle scuole secondarie di primo ordine di vari istituti catanesi, ha seguito con interesse i vari interventi. Di certo accattivante quello del professore Vincenzo Piccione, vicepresidente dell’Osservatorio dei rifiuti e coordinatore del Criea (Centro regionale informazione e educazione ambientale dell’Università di Catania) che ha fatto un veloce excursus, partendo dalla gestione dei rifiuti sino a quella delle risorse, per approdare ad un argomento di grande attualità come quello della sostenibilità. Ha parlato di rispetto dell’ambiente e di buone prassi Valeria Messina, rappresentante di Oikos spa, ditta che insieme alla Ipi da un anno si occupa di portare avanti il progetto sulla differenziata nel Comune: «Catania è una città dalle realtà diverse, ogni zona ha delle peculiarità che vengono analizzate ancor prima dell’assegnazione dei compiti e del carico di lavoro per gli operatori – ha spiegato Messina – il Sit (Sistema informativo territoriale) è utilizzato non solo come strumento per veicolare informazioni ma si interfaccia con sistemi geo-referenziati». Tra i servizi presentati, anche quelli relativi alla raccolta dei Rup (rifiuti urbani pericolosi), dei rifiuti ingombranti e dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) «per cui sarà possibile usufruire delle isole ecologiche» – ha continuato l’assessore Torrisi, che ha annunciato l’imminente apertura dell’area di Viale Tirreno, finalmente accessibile e utilizzabile dai cittadini. Ma sarà anche possibile contattare gli operatori al numero verde 800195195 e concordare il ritiro a casa del rifiuto ingombrante in modo gratuito. Il rifiuto, dunque, diventa risorsa. Ancor più se veicolato da progetti validi, così come precisato da Antonio Pogliese del Lions e Giovanni Aloisio del Rotary. «In alcune realtà i rifiuti diventano business – ha sottolineato Pogliese mentre in altre sono solo cumuli per la strada, bisogna fare rete e creare un confronto costante per produrre qualità anche a Catania». Il forum è stato anche l’occasione per presentare il progetto rivolto alle scuole “Catania recupera Catania – E noi cominciamo da…”, organizzato dal Rotary Catania Sud  e illustrato da Giuseppe Mancini: «Lo scopo è la divulgazione della cultura ambientalista del riciclo che si ultima nella raccolta differenziata – ha precisato Aloisio – la civiltà non si forma in un giorno e per questo abbiamo deciso di investire con le nostre competenze partendo proprio dalla scuola».