ARCHITETTI, MODELLO “ZURIGO” PER CATANIA
Con questo spirito si apre un nuovo capitolo della “battaglia” portata avanti dagli Architetti: un segnale forte – rivolto alle istituzioni locali – che parte da un confronto con un’altra realtà, quella del Sia (Associazione ingegneri e architetti svizzeri), unico organo di rappresentanza delle due categorie professionali, che ha sede a Zurigo, con potere decisionale ed esecutivo. A Catania – l’incontro con il presidente Daniel Kündig e una delegazione, accompagnati dal console dell’Ordine degli architetti catanesi in Svizzera Federico Russotti. Una visita che si è trasformata in confronto costruttivo, in «cooperazione» come più volte l’ha definita lo stesso Kündig, che ha descritto Catania come «un museo tra due centri, quello commerciale e quello storico. Quasi soffocato in una gabbia che rischia di oscurare l’anima, la vera città. La Svizzera e la Sicilia sono più vicine di quanto sembri: ci accomuna l’affinità intellettuale, il percorso storico, la visione autonomista, ma ci allontana una sostanziale differenza: il primato della qualità delle prestazioni. Il nostro è un sistema più snello, più sintetico, che ha come unico parametro di valutazione l’etica e la qualità dell’opera. Non esistono ordini, tariffe, limiti di accesso ai concorsi: architetti e ingegneri sono liberi di esercitare la professione, in un clima di assoluto dialogo con il territorio». Tema questo, che è forse la nota dolente qui a Catania, «dove non è sviluppato il rapporto con il mare e con la mobilità – ha aggiunto Kündig – dove non si da voce ad alcuni spazi socio-culturali unici».
Come negare che nel capoluogo etneo vige tutt’altro sistema «molto più attento ad applicare alla lettera la norma – hanno detto i rappresentanti dell’Ordine etneo – spesso non sentendo “il parere dell’esperto”, a discapito della qualità architettonica e urbanistica, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti». Da dove partire per avviare una “rivoluzione” culturale che pur rispettando le testimonianze settecentesche porti nuova linfa? Sono emerse così proposte importanti: l’organizzazione di un evento internazionale a Catania che ospiti i massimi professionisti svizzeri, primo fra tutti Jacques Herzog, architetto di fama mondiale. E ancora un laboratorio permanente di studio e analisi del territorio etneo, frutto della collaborazione tra i due poli universitari catanese e svizzero.
Per ascoltare la città portando un modello internazionale, e tutti i relativi spunti di miglioramento del sistema italiano. A partire dai concorsi, tema affrontato alla presenza del vice presidente del Consiglio nazionale degli architetti Rino La Mendola che ha sottolineato «le difficoltà di partecipazione, soprattutto per i giovani iscritti, essendo tagliati fuori da una logica caratterizzata dalla poca trasparenza, dalla troppa burocrazia. Una strada per cui il Consiglio si sta battendo affinché il concorso sia un’occasione di lavoro ma anche un premio al talento e alla competenza, accessibile a tutti per via telematica, riducendo tempi e costi».
All’incontro hanno partecipato il vice presidente vicario Giuseppe Scannella, il vice presidente aggiunto – coordinatore del dipartimento esteri Paola Pennisi, il segretario Angelo Buccheri, i consiglieri Peppino Cantarella, Salvo Fiorito e Simona Mazzeo, il presidente della Fondazione Carlotta Reitano.