CENTRO STORICO, LE INNOVAZIONI ANTISISMICHE
Un evento certamente dedicato agli “addetti ai lavori”, ma che ha sollevato anche diversi spunti di interesse pubblico tra cui appunto la tutela degli edifici storici.
I recenti crolli avvenuti a Catania – tra cui spicca quello del controsoffitto della stanza dell’assessorato comunale alle Attività Produttive retto da Franz Cannizzo (in via di San Giuliano) – «evidenziano l’urgenza – ha continuato Cascone – di programmare e sostenere politiche di intervento che pongono attenzione sia alla sicurezza statica dei fabbricati che alla necessità del risanamento sanitario e dell’efficienza energetica».
In questo panorama un ruolo strategico appartiene senza dubbio alla Sovrintendenza dei Beni Culturali e Architettonici, il cui ente catanese era ieri rappresentato da Salvatore Sorbello: «Ogni edificio è un “organismo edilizio”, e in quanto tale va tutelato, curato esternamente e internamente. Per questa ragione gli edifici storici che possiedono una rilevante valenza architettonica ed estetico-figurativa non vanno alterati con tecnologie ingerenti ma solo con componenti moderni ecocompatibili. Non bisogna interpretare ciò come un ostacolo che la Sovrintendenza pone ma come il giusto atteggiamento culturale verso opere edilizie che certamente si distinguono da tutto il resto del patrimonio urbano».
All’incontro – moderato dal segretario della Fondazione Alfio Grassi – sono intervenuti inoltre il presidente della Fondazione dell’Ordine etneo degli Architetti Carlotta Reitano, il vicepresidente e il dirigente della Edilcam Sistemi spa rispettivamente Roberto Marnetto e Alessandro Vari, Mauro Cilia della Chimetec sas di Ragusa e il geometra Calanna, consigliere del collegio dei geometri.