MESSINA, RECORD PRESENZE AL TELEFISCO
MESSINA – «Il Telefisco rappresenta ormai da anni un appuntamento importante, perché permette ai professionisti del settore di usufruire degli aggiornamenti in materia tributaria e al contempo confrontarsi con le realtà presenti in tutto il territorio nazionale». Commenta così il presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Messina Santi Cutugno, l’appuntamento odierno del “Telefisco 2012”, annuale incontro in videoconferenza nazionale promosso da “Il Sole 24 Ore” al quale hanno partecipato molti professionisti messinesi:
si calcola che a metà convegno la sala Visconti, sede dell’evento, contasse circa 300 partecipanti tra professionisti ed esperti del settore. Tanti gli argomenti affrontati dai massimi esperti, relativi alle recenti misure introdotte dal Governo Monti: tra queste la nuova imposta Imu (Imposta municipale sugli immobili) che manda in pensione l’Ici, torna la tassazione sulla “prima casa” che ora in gergo tecnico diventa “abitazione principale”. E ancora Ace, anti-evasione, regimi semplificati, agevolazioni alle imprese, tracciabilità.
Ogni anno in tutta Italia il Telefisco è molto atteso dagli “addetti ai lavori” per la completezza dell’informazione e gli importanti aggiornamenti in materia fiscale: un successo confermato dai numeri, ben 72 le sedi collegate in tutta Italia e una partecipazione di circa 80mila professionisti sul territorio nazionale.
Ad aprire il confronto è stato tra il presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti Claudio Siciliotti e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera: «Dalla nostra categoria non aspettatevi scioperi o barricate – ha affermato Siciliotti – ma nemmeno che si smetta di dire la verità, di proporre e di cercare soluzioni anche in modo critico. È stato un anno difficile, la massiccia presenza di adesioni all’incontro di oggi dimostra la volontà di collaborazione tra il Consiglio e l’Agenzia delle Entrate». «Le questioni che più ci preoccupano sono quelle relative alle normative sulle Società professionali – ha continuato Cutugno – l’inserimento di soci di capitale infatti rischiano di minare non solo il rapporto con le casse di previdenza ma anche lo stesso rapporto di lavoro tra professionisti che al di fuori delle norme deontologiche si vedranno probabilmente costretti ad ubbidire al “capitale” a scapito della tecnica professionale. Altro tasto dolente – secondo il presidente Odcec Messina – è la normativa che prevede la riduzione delle tre figure collegiali a quella del “sindaco unico”, eventualità che metterebbe a repentaglio la funzione di conservazione della valenza economico finanziaria di talune imprese, perchè non potendo usufruire di un collegio e quindi degli interventi di un organo collegiale certamente più autorevole, queste rischierebbero di scivolare verso la crisi e il fallimento».