CONCLUSO L’EVENTO ARCHICOMUNICA

CATANIA – «Primo: fate autoanalisi, prendendo coscienza dei vostri punti di forza e dei limiti. Secondo: siate “seduttivi”, perché la comunicazione è seduzione, persuasione, soprattutto quando si tratta di architettura. E infine createvi uno stile, una specificità che identifichi l’origine del vostro pensiero, anche attraverso il dialogo con le tutte le forme di arte». È stata una “chiacchierata” formativa quella tra Paola Maugini – tra i più importanti esperti in architettura della comunicazione, ad oggi responsabile comunicazione per Odile Decq, “archistar” dall’anima dark – e gli architetti e ingegneri che si sono incontrati al Cortile Platamone (culla di cultura e comunicazione) per le due giornate di “Archicomunica” un viaggio attraverso le sfumature strategiche, mediatiche e visive che legano l’architettura alla comunicazione, e viceversa.

 

Un evento promosso dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti di Catania, rappresentati dai due presidenti Luigi Longhitano e Carlotta Reitano: «Come diceva Balzac, l’architettura è il registro della storia dell’uomo – ha esordito Longhitano nei saluti introduttivi – è compito di tutti e in particolare di noi professionisti vivere al meglio la città, conoscerne la storia, valorizzarne il patrimonio esistente. Con lo sforzo di portare la contemporaneità, a partire dal centro storico, in una città come Catania che è ferma al 1700. Anche questo è un modo di comunicare architettura». Centro storico, che anche grazie a strumenti come il regolamento edilizio e il supporto degli ordini professionali etnei «ritroverà il suo splendore – ha aggiunto l’assessore comunale ai lavori pubblici Sebastiano Arcidiacono, presente all’incontro – trovando il giusto compromesso tra passato e presente, tra storia e modernità». A chiudere i saluti – ai quali ha preso parte anche il consigliere della Fondazione degli Ingegneri etnei Vincenzo Sapienza – è stata Carlotta Reitano che ha sottolineato come «la Fondazione degli Architetti ha subito accolto la proposta di promuovere l’evento, perché oggi aprire le porte alle nuove forme di comunicazione è quasi d’obbligo, perché per fare architettura serve essere sempre al passo coi tempi, trovando continui spunti di aggiornamento e approfondimento».

Hanno preso parte all’evento – coordinato dall’arch. Isabella Carfì, con il supporto dell’esperta in comunicazione strategica Tiziana Longo – anche l’architetto Francesco Finocchiaro, il creative director Valerio Le Moli, il vicepresidente vicario dell’Ordine degli Architetti Giuseppe Scannella e l’architetto e giornalista Maria Giulia Zunino.

«La Sicilia è un laboratorio di architettura permanente – ha concluso la Paugini – deve saper ascoltare la propria storia, la propria terra e farne il vero punto di forza, provando a “digerire” il divario che ancora esiste con la dimensione contemporanea».

L’iniziativa e patrocinata da: Ordine e Fondazione degli Ingegneri della provincia di Catania, Università etnea, rivista Uruk, Ance Catania, Angia (Associazione Nazionale Giovani Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori), Associazione Spazi contemporanei, Adi Sicilia (Associazione per il disegno industriale), Aiap (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva).