ECONOMIA DIGITALE NUOVA FONTE DI LAVORO
Cinque, secondo gli studi presentati, le barriere che relegano l’Italia al 27esimo posto in Europa nel settore delle Ict (Information and Communication Technology): l’insufficiente accesso alla banda larga, perché la scarsa qualità delle infrastrutture di Internet non permette di far fronte alla domanda digitale emergente; la scarsa propensione all’e-commerce (vendita e acquisto on line), e dunque poca generazione di economia digitale; la limitata divulgazione di servizi on line della PA, il cosiddetto “e-government” (in Italia l’offerta di servizi è cospicua ma molto poco utilizzata); i limiti nel quadro normativo; la carenza di competenze digitali.
È dunque l’atteggiamento culturale la leva su cui far forza, il superamento di dubbi e avversioni verso le nuove tecnologie, a volte considerate “nemiche” piuttosto che reali e pronte opportunità di crescita, quali realmente sono soprattutto nell’attuale e delicato panorama economico. A confermarlo anche il presidente del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia Marco Romano, che questa mattina ha aperto i lavori insieme al presidente di Sviluppo Italia Sicilia Umberto Vattani.
Il Parco è infatti una delle maggiori e qualificate realtà regionali che si pongono come punto di riferimento per le piccole e medie imprese che vogliono e possono crescere puntando su ricerca e innovazione. «Il nostro impegno – ha affermato Romano – è quello di accompagnare le aziende nella scoperta e nell’impiego di nuove idee di successo, trasferendo loro il know how tecnologico e mettendo a disposizione spazi e servizi. Abbiamo sviluppato concretamente un modello di business collaborativo per l’integrazione delle relazioni di filiera tra ricerca scientifica e mercato globale. Si chiama “Smart4Sicily” dove il quattro indica il numero delle aree che mettiamo in rete: “Tecnologie”, dove si incontrano domanda e offerta di innovazioni; “Competenze”, da valorizzare sul piano tecnico-scientifico; “Location”, per l’attrazione di investimenti sul territorio; infine “Finanza”, vale a dire lo scouting di finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo». Attraverso un excursus storico sull’informatizzazione della Pubblica amministrazione negli ultimi decenni, in particolar modo del ministero degli Esteri, l’ambasciatore Vattani ha rimarcato che «l’innovazione non proviene e non deve provenire solo dalle grosse realtà imprenditoriali, ma anche dalle idee e dalle sperimentazioni che nascono nei piccoli ambiti produttivi. La Sicilia, e le altre regioni dell’Obiettivo convergenza, hanno l’intelligenza per innescare questo processo virtuoso e dunque devono fare tesoro del supporto offerto loro dallo Stato e dall’Europa. Per introdurre le trasformazioni bisogna crederci».
La giornata di studi si è avvalsa degli interventi di qualificati esperti del settore quali: Leorizio D’Aversa di Digital Advisory Group Italia; l’economista Raffaele Brancati; Giuseppe Avallone di C. Borgomeo & Co.; Fabio Fregonese di Innovhub; Fabio Feruglio di Friuli Innovazione; Elita Schillaci della facoltà di Economiadell’Università di Catania; Adriana Agrimi della Regione Puglia; Dario Tornabene della Regione Siciliana; e Luca Salvioli del Sole24Ore.