P.A., DAL 31 MARZO STOP ALLA CARTA

La fatturazione elettronica, obbligatoria dal prossimo 31 marzo per gli enti pubblici, è realtà. L’operazione “trasparenza” ora si estende alle amministrazioni locali, che non potranno più accettare fatture emesse in forma cartacea. «Il Comune di Catania è pronto: al 31 marzo saremo in grado di ricevere la documentazione secondo norma utilizzando la piattaforma messa a disposizione dal ministero», ha detto l’assessore comunale al Bilancio Giuseppe Girlando, intervenuto al convegno “La fatturazione elettronica, l’impatto del digitale nella PA, nelle imprese, negli studi professionali”. 

Un appuntamento, quello di Palazzo dei Chierici, che ha visto la presenza del sindaco Enzo Bianco, che ha tenuto a sottolineare l’importanza delle sfide e della sperimentazione: «Catania – ha detto il primo cittadino – è sempre stata in linea con l’innovazione e punto di riferimento del Sud Italia per i processi d’informatizzazione e digitalizzazione». Dato che sono soggette all’obbligo le aziende, ma anche le parcelle per le prestazioni emesse dai professionisti, è chiaro come diventi strategico avvalersi di nuovi servizi contabili e informatici, «oggi ancora poco conosciuti – ha sottolineato il presidente di Confindustria Catania Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presente insieme al componente dell’Associazione Fabio Carneglia – le imprese certamente dovranno dotarsi di nuovi software, ma le spese si tradurranno presto in investimenti proficui per aumentare trasparenza e tracciabilità». Perché la fattura elettronica sia regolare «va generata in formato Xml (eXtensible Markup Language) e sottoscritta con firma digitale – ha spiegato Giovanni Pellitteri, direttore di Gestione Archivi – inviata al Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia dell’Entrate, che provvederà ad inoltrarla alle amministrazioni destinatarie. Noi saremo il tramite, l’intermediario che s’interfaccerà tra le imprese e le amministrazioni». La moderazione del convegno è stata affidata all’economista Antonio Pogliese, che ha tracciato gli scenari futuri in un contesto di cambiamento epocale: «Questo nuovo strumento è il primo passo per la lotta all’evasione, non solo in Italia, ma anche per tutti coloro che depositano all’estero. Un sistema che a breve sarà regolamentato in materia giuridica e che può rappresentare un’ottima occasione per diffondere nel nostro tessuto imprenditoriale, sensibilità e cultura verso l’innovazione digitale, un tema troppo spesso poco considerato nelle Agende del nostro Paese». Come ha tenuto a precisare Maria Pia Giovannini, responsabile Area PA dell’Agenzia Italia Digitale della presidenza del Consiglio dei ministri  «ad oggi, oltre 20mila uffici centrali sono già in linea avendo emesso 2milioni di fatture; più di 3mila Comuni sono in rete. La criticità riscontrata è nel “modus operandi”, l’abitudine cioè a procedere con metodi strutturati negli anni». Cambia dunque la modalità di trasmissione che tra poco più di un mese sarà «vincolata alla presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura – ha spiegato il presidente dell’Ordine etneo dei Commercialisti Sebastiano Truglio – un iter che garantisce trasparenza e maggiore fluidità nei pagamenti, che di certo vedrà monitorati i tempi di soddisfazione dei creditori. Un modello che in modo semplice affronta uno snodo fondamentale nei processi di business, con ricadute commerciali, fiscali, legali e finanziarie, che potranno cambiare il modo di leggere e affrontare il tessuto economico dell’Italia e dei singoli Comuni». Gli ha fatto eco Roberto Cunsolo, tesoriere consiglio nazionale Odcec, tra i relatori del convegno: «Aumenta la mole di lavoro per i contabili, ma ai nostri iscritti, daremo la gestione di 12 fatture gratuite, per agevolare e supportare questo percorso di innovazione».

UFFICIO STAMPA I PRESS CATANIA 

ASSIA LA ROSA