GIUSTIZIA DIGITALE, LO SCENARIO ETNEO
CATANIA – La rivoluzione digitale è iniziata: da quest’anno la giustizia dei faldoni, dei ritardi, degli errori, cede il passo a un sistema efficiente, semplificato. In una parola moderno.
Portando vantaggi a tutti gli attori principali: ai cittadini che potranno avere informazioni e certificazioni in trasparenza; ai professionisti che trasferiranno buona parte del loro lavoro negli studi, recandosi nei tribunali solo per le udienze. Il salto di qualità tanto atteso, che per Catania è stato già anticipato dall’avvio del Processo civile telematico, in poco tempo registra riscontri e consensi.
Di Giustizia digitale e delle novità riguardanti le procedure concorsuali e il deposito telematico degli atti si è parlato in occasione del convegno organizzato ieri – 1 marzo – congiuntamente dal Tribunale, dagli Ordini dei Commercialisti e degli Avvocati di Catania, e dal Centro studi diritto fallimentare “Prof. Giuseppe Ragusa Maggiore”: un incontro di aggiornamento che ha registrato una notevole adesione da parte degli iscritti, «segno che l’esigenza di tenersi informati, al passo con i cambiamenti, è forte da parte delle categorie professionali direttamente coinvolte. L’approfondimento, il confronto e le agevolazioni per l’utilizzo dei nuovi strumenti informatici sono tra le voci in agenda del neo consiglio. Un ringraziamento va agli enti che hanno contribuito a realizzare quest’importante momento di scambio e trasferimento delle conoscenze». Così il presidente dell’Odcec (Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) di Catania Sebastiano Truglio – dopo i saluti introduttivi di Adriana Puglisi, presidente della Quarta sezione civile e fallimentare del Tribunale di Catania – ha salutato la platea e i relatori, lasciando poi la parola al consigliere dell’Ordine degli Avvocati Carla Pappalardo che ha sottolineato l’aspetto “rivoluzionario” dell’informatizzazione degli atti, dell’utilizzo della Pec e la necessità di andare incontro ai professionisti, fornendo loro il giusto supporto formativo, con prove pratiche e seminari ad hoc.
I primi tempi saranno quelli di “rodaggio” e come tali presenteranno non poche difficoltà di adeguamento da parte di tutti gli organi coinvolti, portando a un graduale decongestionamento della burocrazia giudiziale e «a un naturale “filtro” che richiederà una maggiore competenza agli studi professionali, d’ora in poi adeguatamente attrezzati per affrontare le pratiche fallimentari», come precisato dal presidente Centro studi “Prof. Giuseppe Ragusa Maggiore” Concetto Costa. Tutte le novità della “giustizia digitale” sono state approfondite nei vari aspetti dai relatori intervenuti: il giudice del Tribunale di Catania, sez. Fallimentare Giuseppe Fichera; l’avvocato del Foro di Catania Giacomo Giustolisi; il consigliere dell’Ordine Avvocati Antonino Distefano; il presidente Aste giudiziarie on line Gianluca Montanini.
Ha chiuso il ciclo di relazioni il consigliere Odcec Catania Salvatore Toscano con le indicazioni utili per tutti i commercialisti curatori fallimentari, rendendo noto un dato significativo per gli iscritti all’Ordine etneo: tutti gli iscritti si sono già dotati di Pec, come da obbligo normativo, e il 90% è già presente con i propri dati nel database ufficiale pubblicato sul sito dell’Ordine. Un segno di apertura verso il cambiamento e il progresso della professione.