INGEGNERI, NORMATIVE LAVORI PUBBLICI
Sono state infatti introdotte innovazioni che incidono nelle varie fasi della gestione dei lavori pubblici, dalla progettazione all’appalto, fino alla loro messa in opera. «Stiamo assistendo – ha affermato il presidente degli Ingegneri etnei Carmelo Maria Grasso, in apertura dei lavori – a una fase in cui, paradossalmente, con l’intento di semplificare le procedure in realtà quest’ultime si complicano. Il torto dei legislatori è quello di apportare continui correttivi alle leggi, senza consentire ai professionisti e alle pubbliche amministrazioni ragionevoli tempi di aggiornamento, e soprattutto di cancellare regole senza introdurne nuove. Il caso delle tariffe professionali è emblematico, perché ha lasciato gli ingegneri, e non solo, nella totale assenza di parametri per definire il valore del proprio lavoro, e ha tolto regole di trasparenza che consentivano di affidare gli incarichi professionali in base a soglie oggettive». A seguito dell’abolizione delle tariffe, a detta di Guido Moutier, ex vicepresidente dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, «sono in fase di studio nuovi metodi di calcolo dei corrispettivi per superare questa fase transitoria, tra questi il computo metrico dei costi dell’opera. In altre parole, analizzare i singoli elementi che compongono la prestazione, per estrapolarne il valore medio calibrato». Moutier ha inoltre illustrato, per la prima volta a Catania, i contenuti della delibera 49/2012 dell’Autorità di Vigilanza, pubblicata da pochi giorni, che in diversi aspetti colma il vuoto normativo e determina i criteri per garantire un trasparente affidamento dei servizi di ingegneria. Paolo Oreto, già docente presso la Facoltà di Architettura di Palermo, ha illustrato invece la legge regionale 12/2011 e le implicazioni che determina sui professionisti e sulle pubbliche amministrazioni. Il terzo relatore Giuseppe Caruso, consigliere del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria (Sezione Reggio Calabria), ha puntato invece l’attenzione su un’interessante novità dell’ultima normativa: il contratto per opere private di interesse pubblico, «in cui il compenso per il proprietario sarebbe la gestione dei servizi nel corso degli anni». All’incontro – che si è concluso con la richiesta del presidente Grasso di affrettare i tempi per l’emanazione di un bando unico per l’affidamento dei servizi di ingegneria – sono intervenuti inoltre il consigliere nazionale degli Ingegneri Gaetano Fede, il presidente della Fondazione dell’Ordine Santi Maria Cascone e il segretario Alfio Grassi, che ha coordinato gli interventi.