INGEGNERI E WEB, I NUMERI DEL DIGITAL DIVIDE
il divario tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso. «Un problema oggi di grande rilevanza che rientra tra le priorità dell’Ordine etneo e che può essere affrontato grazie al valido apporto degli ingegneri dell’informazione», ha affermato Carmelo Maria Grasso, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania al convegno “Digital Divide: Sviluppo e innovazione nel territorio siciliano”, promosso insieme alla Fondazione dell’Ordine etneo presieduta da Santi Maria Cascone.
«Il Digital Divide è il termine che viene utilizzato in riferimento alle diseguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo della tecnologia: come ingegneri dell’informazione ci interroghiamo sulla diseguaglianza del nostro sistema rispetto a quello di altri Paesi, facilmente spiegabile con l’assenza di infrastrutture a banda larga» ha spiegato Giuseppe Mammana, consigliere della Fondazione, che ha introdotto l’argomento del convegno – moderato dal segretario della Fondazione Alfio Grassi – e che ha analizzato la problematica nei suoi vari aspetti.
«Questa criticità ha due effetti – ha sottolineato il vice presidente dell’Ordine etneo Valeria Vadalà – uno culturale e uno economico. Parliamo delle opportunità che ci vengono precluse, visto che oggi – nel contesto di un’economia globale – i nostri concorrenti non sono soltanto più quelli esistenti sul territorio. Il convegno è anche l’occasione per promuovere la figura dell’ingegnere dell’informazione che pianifica, progetta e dirige i lavori in campo informatico e che, con il Dpr 320 del 2001, ha avuto attribuito un ruolo ben preciso e di pari dignità rispetto agli altri colleghi».
«Lo sviluppo sul territorio siciliano non può prescindere dalla realizzazione di infrastrutture di reti e banda larga per implementazione delle comunicazioni digitali – ha concluso Santi Maria Cascone puntando l’accento sull’importanza della formazione – con corsi e seminari che la Fondazione sta organizzando su questo argomento si guarda al nuovo, allo sviluppo e all’innovazione tecnologica».