INGEGNERI, RISCHI ED EFFETTI ELETTROSMOG
Purtroppo la Sicilia fa rimando a normative datate, non si è dotata di nuove regolamentazioni come per il resto d’Italia e oggi i livelli di controllo per la tutela della salute pubblica sono tra i più bassi. Il settore dei campi elettromagnetici è delicato e merita la giusta attenzione per garantire la sicurezza di tutti». Nel corso dell’incontro – moderato dal segretario della Fondazione Alfio Grassi – sono stati messi in luce gli aspetti normativi, burocratici e tecnici dell’argomento, grazie agli approfondimenti curati dall’esperto in campi elettromagnetici Alfredo Cavallaro e dal dirigente Unità operativa Arpa Sicilia Salvatore Caldara che si è soffermato sul ruolo dell’Ente nelle attività di monitoraggio e intervento. Questi alcuni dati: l’Arpa Sicilia effettua circa 400 controlli e 190 monitoraggi annui per le Rf (alte frequenze), solo a Catania ci sono 13 centraline (3 Rf e 16 Elf – basse frequenze). Esistono anche i cosiddetti “siti complessi”, in cui più trasmettitori insieme superano il limite di legge consentito: due esempi sono quelli dell’impianto Rai a Monte S. Anna (prov. Caltanissetta) e Valverde (prov. Catania).«Per la prima volta proponiamo una formazione specifica su questo settore – hanno commentato i presidenti dell’Ordine e della Fondazione Ingegneri Carmelo Maria Grasso e Santi Maria Cascone – mettendo a disposizione dei professionisti un corpo docenti di altissimo profilo e aprendo un varco a nuove opportunità di lavoro. Non essendoci certezze scientifiche sugli effetti biologici correlati all’esposizione ad alta e bassa frequenza, è bene perseguire un criterio cautelativo che con il giusto supporto degli enti e dei professionisti competenti tuteli la salute pubblica e dell’ambiente circostante».