INGEGNERI, SINERGIA CON GENIO CIVILE

CATANIA – Il tema delle liberalizzazioni, della riforma delle professioni e dell’abolizione delle tariffe, dopo il Forum nazionale a Catania e il Professional Day a Roma, vede ancora in prima linea l’Ordine etneo degli Ingegneri. Le problematiche scaturite, secondo la categoria, dal decreto Monti e dalla legge regionale 13 del 31 gennaio 2012, si presentano adesso sulle scrivanie degli uffici ponendo difficoltà tecniche e perfino deontologiche. In primis, come stabilire i criteri per un adeguato compenso per le prestazioni del professionista, soprattutto nel caso di opere pubbliche come quelle che passano al vaglio del Genio Civile? Per far fronte a questa delicata questione, il presidente degli Ingegneri etnei Carmelo Maria Grasso, con lo spirito di servizio che caratterizza l’Ordine, ha incontrato l’ingegnere capo del Genio Civile di Catania Gabriele Ragusa, per studiare insieme un protocollo d’intesa che fissi dei punti di riferimento per i colleghi e che favorisca la regolarità preventiva delle parcelle.

 

«È innegabile – ha commentato Grasso – che il ribasso incontrollato delle tariffe incide negativamente sulla sicurezza delle opere, e dunque rischia di ostacolare il fondamentale lavoro del nostro Genio provinciale. Come già succede negli ambiti dell’antisismica e della formazione, intendiamo avviare una forte sinergia tra i nostri due enti per orientare i professionisti verso buone prassi che sfocino nella qualità tangibile delle costruzioni. Il nostro Ordine sarà disponibile a collaborare con il Genio civile ogni qualvolta occorra, in modo da poter contribuire concretamente anche allo snellimento degli iter burocratici».

L’attività del Genio civile – in cui non a caso la maggior parte dei ruoli dirigenti è svolta da ingegneri – ha subìto un importante cambiamento con l’art. 32 della legge regionale 7/2003 che, a differenza di quanto avveniva prima, consente di avviare i lavori senza alcuna autorizzazione preventiva, dopo l’attestazione di avvenuta consegna del progetto agli uffici preposti del Genio. «La struttura catanese – ha spiegato Ragusa – ha migliorato nettamente i tempi di istruzione delle pratiche, dato che ben il 98 per cento di queste, nell’anno 2011, è stato esitato entro i termini previsti dalla legge. Eppure, nonostante le scadenze vengano ampiamente rispettate, il 30 per cento delle autorizzazioni rimane in giacenza, cioè in attesa del ritiro da parte delle ditte proprietarie». Si tratta di un’anomalia che svela un dato significativo: molti progetti rimangono su carta senza mai essere realizzati, palesando il momento d’impasse che sta attraversando il mercato edilizio.

«Anche su questo fronte – ha continuato Ragusa – crediamo nel supporto che possono offrire le categorie professionali interessate della città. Non a caso, l’Ordine degli Ingegneri di Catania si è proposto come “cassa di risonanza” delle comunicazioni del Genio civile, sia che riguardino lavori minori sia grandi opere pubbliche. Attraverso questa importante collaborazione possiamo ulteriormente velocizzare le 13mila pratiche di rilevanza esterna – tale è il dato per l’anno 2011 – che passano dai nostri uffici. Non corrisponde a realtà un’immagine del Genio civile affetto da “lentocrazia”. È invero dimostrata la dinamicità e l’attenzione che caratterizzano quotidianamente il nostro lavoro».