MESSINA, COMMERCIALISTI E PREVIDENZA
MESSINA – Lo stato attuale e i possibili scenari della Cassa di previdenza dei ragionieri commercialisti è stato l’argomento centrale del convegno che ha avuto luogo ieri, 22 maggio, presso la sede dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odcec) di Messina. Al meeting sono state spiegate le motivazioni per cui è necessario un atto di manutenzione sull’impianto previdenziale, scaturito dalla crisi economica che ha investito anche le Casse. La crisi infatti ha comportato una forte contrazione e una sensibile diminuzione dei redditi e dei volumi d’affare degli iscritti, con una conseguente previsione di minori gettiti contributivi. In un arco di tempo brevissimo, si è venuta a delineare una situazione complessiva totalmente diversa da quella che si ipotizzava due o tre anni fa.
È necessario dunque un tempestivo e radicale adeguamento ai tempi con la speranza che l’Italia cominci pian piano a “riprendere fiato”. «La congiuntura economica di questo periodo – ha spiegato Paolo Saltarelli, presidente della Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri – ha messo in forte crisi anche le Casse previdenziali, quindi oggi più che mai bisogna intervenire con un’azione correttiva sulla manovra in questione ormai obsoleta. Per questo motivo la nostra associazione di categoria intende creare un dialogo con il ministro del Welfare Elsa Fornero, indirizzato a far rientrare il patrimonio nel concetto di equilibrio di lungo periodo. Ad oggi però si è giunti solo ad un compromesso che non guarda al patrimonio ma solo ai rendimenti». Quali sono allora le strategie auspicabili per dare uno slancio alle professioni e di conseguenza alle casse di riferimento? Una risposta a questi quesiti è stata data da Santi Cutugno, presidente dell’Odcec di Messina: «La Cassa dei Dottori Commercialisti e quella dei Ragionieri possono e devono fare qualcosa per rendere più omogenei i trattamenti delle due Casse verso i propri iscritti, afferenti tra l’altro, ormai da qualche anno, ad un unico ordine. Sarebbe auspicabile – ha proseguito Cutugno – unificare i servizi delle due casse in un’ottica di supporto, soprattutto ai giovani che intendono avviare uno studio nuovo, nonché verso le Società di Professionisti attraverso una partecipazione diretta di capitale così da stimolare l’istituto e sostenere i professionisti in società. In tal modo si attuerebbe un processo di rilancio della categoria con ovvie ricadute benefiche anche sulle Casse stesse». Sulla necessità di adeguarsi ai tempi attraverso la conoscenza e l’appropriazione delle ultime novità procedurali, ma anche di quelle telematiche, si è a lungo soffermato Francesco Di Stefano, vice presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti, secondo cui: «Per affrontare bene il futuro non si possono utilizzare i vecchi schemi. Occorre invece evitare il conflitto generazionale, aiutando i giovani ad immettersi nel mondo del lavoro quanto più presto possibile e con una adeguata preparazione. È bene inoltre che essi siano supportati da adeguate strutture organizzative e da una certa dimestichezza con gli ultimi ritrovati della tecnologia». All’incontro, i cui lavori sono stati coordinati dal vice presidente dell’Odcec Messina Francesco Vito, hanno preso parte anche consigliere di amministrazione della Cassa Ragionieri Maurizio Attinelli, e il coordinatore regionale dei delegati Cassa Francesco Torre.