“IBLIS”, LETTERA ASSOCIAZIONI ANTIRACKET

CATANIA – «Giovedì 26 gennaio, alle ore 9.30, presso l’aula bunker del carcere di Bicocca, verrà celebrata l’udienza del processo Iblis che per ragioni di sovraffollamento non era stato possibile celebrare presso il Tribunale di Catania. Oltre alla richiesta di costituzione civile di quattro associazioni antiestorsione: Addiopizzo Catania, Asaec Catania, Rocco Chinnici della Confcommercio e Asaes Scordia, che intendono fare fronte comune in difesa dell’economia legale, si sono verificati due fatti nuovi e straordinari: la grande partecipazione dei cittadini e la costituzione di parte civile della Confcommercio  siciliana». Inizia con queste parole la lettera firmata dalle quattro Associazioni antiracket, inviata a tutti i soci e fatta circolare online attraverso social network:

«I cittadini con la loro presenza – si legge ancora – hanno dimostrato di essere attenti e curiosi; interessati al processo che dovrebbe stabilire se esistono o meno quei legami segreti tra alcuni imprenditori, politici e criminali che hanno condizionato buona parte dell’economia sana di Catania e dintorni. La costituzione di parte civile della Confcommercio Sicilia è un’ennesima prova di coerenza con quanto più volte espresso dalla sua dirigenza e cioè la volontà di estirpare il male alla radice. Purtroppo non sono state coerenti le altre associazioni di categoria, che da troppo tempo ormai alle belle parole non fanno seguire i fatti. Non è più il tempo di tergiversare ma bisogna agire con coraggio e determinazione per proteggere quella parte di imprenditoria onesta che si è stancata delle chiacchiere e vorrebbe vedere le proprie associazioni di categoria al loro fianco».

«Le recenti esternazioni di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, destano allarme e preoccupazione – continuano i rappresentanti delle Associazioni antiracket – è auspicabile che quest’ultimo non si limiti a lanciare l’allarme ma denunci alla Magistratura le persone mafiose infiltrate. Detto questo  ci saremmo aspettati, da parte di Confindustria, la quale ha verbalmente preso le distanze dalle imprese mafiose e colluse con la mafia, la costituzione di parte civile nel processo Iblis. Siamo fiduciosi del fatto che questo possa avvenire nella prossima udienza: con un simile gesto Confindustria Sicilia e il suo presidente darebbero prova concreta ed effettiva di voler combattere il crescente fenomeno delle imprese mafiose inserite nell’economia legale dell’Isola poiché, queste sì, danneggiano concretamente gli imprenditori seri ed onesti».