“MI FAI STARE BENE”, DEDICATO A PETER PAN
Da un lato c’è quello che lega due cuori a un legame fittizio, fatto di percezioni sfuggenti, assuefazioni mentali, posizioni sentimentali da fabbricare e mantenere (“perché per quattro mesi stare insieme a lui è stato come un impegno, non un piacere. Perché gli voglio bene ma non mi piace. Lui mi adorava, ma era come se adorasse un’altra, qualcuna di cui aveva bisogno lui, a cui aveva dato la mia faccia”).
Dall’altro c’è l’amore con la A maiuscola, quello del “mi tolgo la maschera”, quello che si scopre solo dopo aver masticato e ingurgitato esperienze e sensazioni che scivolano come un bicchiere di vodka in un momento di tristezza. Un libro dove la pagine scorrono tra note must, ironiche locuzioni, romantiche descrizioni e fotogrammi di una Roma consumata dalle storie di chi la vive.