RIUTILIZZO E OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE DISPONIBILI: LA SUMMER SCHOOL 2026 PRONTA A SBARCARE SULL’ISOLA DI LIPARI

CATANIA – Innovazione, riqualificazione, riutilizzo e ottimizzazione delle risorse disponibili: con questo obiettivo torna la Summer School dell’Ordine degli Ingegneri e dell’Università di Catania, sbarcando a Lipari con l’obiettivo di approfondire quanto realizzato l’anno scorso nelle cave di pomice Pumex dell’isola.

Si tratta del settimo appuntamento dell’iniziativa, la prima nel 2019: «Conferma la solidità della sinergia tra il nostro Ordine e l’Ateneo – commenta il presidente della categoria etnea Mauro Scaccianoce – creando un ambiente di lavoro e ricerca stimolante per ingegneri e futuri ingegneri, in un’occasione di confronto, crescita e collaborazione. Il network oggi è un elemento imprescindibile della professione, che, negli ultimi anni, si è evoluta profondamente. Gli addetti ai lavori, infatti, sono chiamati a confrontarsi con progetti sempre più complessi e interdisciplinari. Lavorare insieme, non solo con docenti dell’Università di Catania, ma provenienti da numerose facoltà e realtà nazionali, rappresenta un grande valore aggiunto per affrontare una tematica strategica per il nostro territorio: il riutilizzo e il migliore sfruttamento delle risorse disponibili». La Summer School 2026 potrebbe definirsi come un secondo atto di quanto prodotto nella passata edizione, ma «con ulteriori idee e un programma mirato, coinvolgente e stimolante per tutti i partecipanti», aggiunge il segretario dell’Ordine e coordinatore della manifestazione Alfredo Foti.

Dal punto di vista accademico, «si tratta di una grande opportunità di formazione per i laureandi e laureati, sviluppando le skills necessarie per affrontare le nuove sfide, tra cui il lavorare in gruppo e l’utilizzo di innovativi strumenti di progettazione. Un momento in cui emerge il valore di quanto appreso, delle proprie competenze e dei percorsi di ricerca», sottolinea il vicedirettore del DICAr Gianluca Cicala.

La Summer School, dunque, si presenta come un grande momento di team building in un territorio in cui emerge una grande commistione tra paesaggio, manufatto antropico e condizioni storiche singolari, per cui solo un’accurata analisi può fare emergere criticità e potenzialità di sviluppo. La scelta di Lipari e delle cave Pumex pongono di fronte la grande sfida dell’archeologia industriale e la relativa attenzione progettuale. «Una risorsa che la nostra comunità non può permettersi di sottoutilizzare perché è importante per il nostro sviluppo e avanzamento sociale – spiega il professore del DICAr e coordinatore della Summer School Vincenzo Sapienza – Nel caso studio, il reimpiego delle cave dismesse può essere utile dal punto di vista dell’accoglienza turistica, dello sviluppo del territorio, di offrire nuovi servizi e, soprattutto, di destagionalizzare il turismo, elemento chiave per la sopravvivenza delle attività economiche». Se l’anno scorso il lavoro di ricerca ha permesso di individuare le linee di massima della fattibilità di un intervento di riuso, quest’anno il risultato da raggiungere sarà la realizzazione di un modello tridimensionale definitivo che possa essere uno stimolo per l’amministrazione locale e per gli stessi proprietari.

Durante le fasi preliminari della presentazione di oggi – 7 settembre – spazio all’analisi delle caratteristiche morfologiche e demografiche del territorio, al focus sul progetto di riferimento e alla suddivisione in 5 gruppi. Aspetti curati dai professori coinvolti nell’iniziativa, i cui interventi sono stati moderati dal consigliere dell’Ordine e referente della Summer School Mariolina Grasso: Alessandro Lo Faro, Rosolino Cirincione, Patrizia Fiannacca, Giuseppe Inturri, Claudia Strano, Edoardo Marino, Luca Cavallaro, Cettina Santagati e Raissa Garozzo.

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