
CATANIA – «Le commissioni edilizie comunali da tempo non esercitavano più il ruolo di controllo della qualità del territorio, la loro funzione si era ridimensionata fino a farle diventare un organo esclusivamente tecnico-legale. La loro abolizione, appena proclamata dalla legge regionale n.5 del 5 aprile 2011, è dunque un passo favorevole verso il necessario processo di snellimento degli iter burocratici all’interno delle amministrazioni». Il presidente Luigi Longhitano esprime così il pensiero dell’Ordine degli Architetti di Catania che sta elaborando un modo nuovo di interfacciarsi in maniera più efficace e rapida con gli uffici tecnici dei comuni della provincia catanese.

Dopo averne discusso a lungo nei mesi passati e dopo aver ufficializzato la nascita del Dipartimento Governo del Territorio (Dgt) che mette in rete i liberi professionisti e gli architetti che lavorano all’interno delle Pubbliche Amministrazioni, si è svolta ieri – 13 aprile presso la sede dell’Ordine – la prima riunione per “passare ai fatti”, o meglio, «per passare dalla confusa situazione attuale a un sistema condiviso e più organico di comunicazione – ha spiegato Longhitano – in questo momento infatti viviamo in un Babele: i 58 comuni della provincia hanno, ciascuno, un proprio iter procedurale per le concessioni edilizie e per tutto ciò che riguarda l’urbanistica. In altre parole, 58 modulistiche diverse, 58 criteri diversi, 58 parametri diversi. Il traguardo che ci siamo prefissati e che riteniamo di poter raggiungere è l’adozione di un unico linguaggio burocratico, l’unificazione delle procedure, che non compromette le peculiarità di ciascun territorio piuttosto ne avvantaggia il sano confronto con gli altri».
Traducendo questo in azione concreta ieri l’Ordine ha consegnato ai propri iscritti che lavorano come funzionari nelle Amministrazioni comunali – era presente una buona rappresentanza delle città e dei paesi della provincia – i protocolli prestazionali e la modulistica associata necessari per il lavoro quotidiano. A seguire poi il momento dell’“ascolto” delle esperienze di ciascun funzionario, fondamentale per individuare le problematiche comuni da affrontare e risolvere in sinergia. «La buona Amministrazione non ha bisogno solo di leggi ma anche di organizzazione efficiente da parte di chi la dirige ogni giorno – ha affermato Nuccio Russo, a capo del Dgt della Consulta regionale degli Architetti – l’Ordine professionale non è solo un distributore di parcelle, ma una preziosa risorsa a servizio del territorio. Da anni infatti stiamo elaborando una fattiva proposta per svecchiare la legge urbanistica siciliana risalente al 1978, perché uno strumento così importante non può essere concepito solo dai legislatori ma con l’ausilio degli “addetti ai lavori”, dei tecnici che effettivamente padroneggiano la materia».
«Se per le pubbliche amministrazioni i nostri professionisti iscritti sono soprattutto dirigenti e impiegati – ha dichiarato il coordinatore del Dgt etneo Angelo Ricceri – per l’Ordine sono figure strategiche di interfaccia e di legame con il territorio. Tra i nostri imperativi esiste dunque anche quello della loro formazione continua. Il nostro Dipartimento opera proprio in questa direzione, grazie all’impegno di uno staff di giovani architetti, Elisa Mazza, Melita Torrisi e Giuseppe Messina». «Il dialogo fra le realtà del territorio non passa soltanto attraverso le strette di mano dei rappresentanti politici – ha concluso Longhitano – ma anche attraverso i colloqui professionali, a volte informali, di chi conosce a fondo le necessità tecniche delle nostre città».
