MESSINA – Del processo che va dalla sostenibilità all’adeguatezza del sistema previdenziale e delle ultime novità legislative in materia di previdenza dei commercialisti si è discusso ieri, venerdì 13 aprile, durante il convegno organizzato dall’Odcec di Messina presieduto da Santi Cutugno, cui hanno partecipato il presidente della Cassa Nazionale di previdenza e assistenza a favore dei dottori commercialisti (Cnpadc) Walter Anedda, il componente del consiglio d’amministrazione Giuseppe Grazia e il delegato dell’ordine dei commercialisti di Messina alla Cnpadc Francesco Vermiglio. La Cassa dei dottori commercialisti è un ente privatizzato, che ha adottato ancor prima di questo governo tecnico il sistema contributivo, accantonando quindi il più “generoso” sistema retributivo.
«Una Cassa ricca – spiega Grazia – ma con dei pensionati poveri: ciò significa che si è ottenuta la sostenibilità del sistema ma con tassi di sostituzione pensionistici che si aggireranno da qui a qualche decennio al 20%. Questo ha determinato la decisione di intervenire attraverso una nuova riforma che consentisse di accrescere il montante retributivo con una premialità data dalla Cassa stessa. Ciò è stato possibile ottenendo il 4% del contributo integrativo sine die contro il 2% prospettato già a partire da quest’anno. Grazie a questa riforma la Cassa ha riconquistato una cifra pari a 136 milioni di euro l’anno, che ha permesso di innalzare le aliquote di base consentendo di dare al professionista una pensione più adeguata corrispondente adesso a circa il 40%. Se poi a questa percentuale si aggiunge il 4% previsto dalla legge Lo Presti si ottiene la possibilità di avere una pensione dignitosa». Naturalmente si è parlato del decreto SalvaItalia che interviene sul sistema previdenziale privatizzato, in particolare dell’articolo 24 impostato sulla richiesta alle Casse di adottare dei provvedimenti urgenti per garantire la sostenibilità a 50 anni. Bisogna però comprendere che le Casse di previdenza private – al contrario dell’Inps – non solo non possono ricevere contributi dallo Stato ma al contrario devono partecipare alla fiscalità collettiva attraverso l’autotassazione. «Una tendenza a dir poco assurda – dichiara Anedda – è paradossale il fatto che un ente i cui rendimenti vengono utilizzati per i trattamenti pensionistici già gravati da imposte subisca a sua volta un’imposizione fiscale». Il presidente Cutugno ha poi posto l’attenzione sulle esigenze degli iscritti, «con la possibilità di maggiori rateizzazioni dei contributi dovuti e con la possibilità di concedere mutui e di venire incontro ai giovani con “linee di credito” per l’avvio degli studi professionali o per affrontare momenti di particolare difficoltà come quelli che stiamo vivendo. L’auspicio per il futuro – ha continuato Cutugno – è la possibilità della cassa d’inserirsi come socio di capitali nelle società professionali». Tra le novità della Cassa inoltre bisogna annoverare la tendenza a voler venire incontro alle giovani leve attraverso una politica fatta di formazione ed informazione che sia da stimolo per una corretta coscienza previdenziale. Le possibili ipotesi di una politica più conforme alle esigenze delle nuove generazioni e le agevolazioni per i cosiddetti “pensionati attivi” sono state avanzate dal prof. Vermiglio che ha moderato l’incontro. Al convegno erano presenti Giuseppe Trovato, presidente Associazione dei dottori commercialisti e esperti contabili di Messina, Stefano Galletti, presidente Associazione italiana dottori commercialisti di Messina, Michele La Torre, presidente unione giovani commercialisti Messina e Claudio Falzea, presidente associazione nazionale dottori commercialisti Messina.