
di Valentina Cinnirella
A vederla sullo spiazzo del Tribunale di Catania, da parecchi giorni ormai, vengono in mente soltanto domande e sorrisi curiosi, uno dopo l’altro senza sosta: una macchina ricoperta di cemento?! Chi è il proprietario? E chi l’ha ridotta così? Per vendetta? O intimidazione? Cos’è successo veramente? Si potrà recuperare l’auto? Per quanto tempo la terranno qui? In questo vortice di punti interrogativi una sola certezza si staglia tra i pensieri: l’originalità del siciliano, del catanese, la sua creatività nel sapere comunicare chiaramente senza dire una parola, la sua studiata inventiva, la sua genialità nel lasciare a bocca aperta, questa volta forse amara. Perché se la vendetta è un piatto che va servito freddo difficilmente il calcestruzzo si può digerire.



