
Il “Borgo dell’Asino” a Fieracavalli 2026 è un laboratorio di valori attraverso il quale la Regione Siciliana incontra soprattutto le nuove generazioni, promuovendo il patrimonio rurale dell’Isola e la sua salvaguardia.
Il Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana a Verona, dal 5 all’8 novembre, nel Padiglione 1 Future Riders, accoglie il pubblico in uno spazio esperienziale dov’è possibile esplorare con tecnologie digitali le riserve siciliane, dal vivo è possibile approcciarsi inoltre alle razze asinine autoctone.
Ha fatto tappa nello spazio espositivo della Regione Siciliana il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, esplorando la ricchezza dei paesaggi dell’Isola ha spiegato: «La Sicilia è una realtà che mi prende sempre il cuore, lo sa l’assessore Luca Sammartino, lo sanno tutti, perché ci vado sempre e molto volentieri. Vedere queste immagini della natura così immersive fa venire ancora più voglia di scoprirla tutta, il fatto che ci siano anche percorsi accessibili per le persone con disabilità è davvero un valore aggiunto – ha sottolineato – dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione».
Bambini e adulti nel Padiglione 1 hanno ammirato le più rare razze siciliane, l’asino Pantesco, con appena 70 esemplari al mondo; l’asino Ragusano, con circa 4mila esemplari in Sicilia, di cui 50 nelle riserve; e il Grigio siciliano, con 14 esemplari attualmente in fase di riconoscimento. Il lavoro del Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana, della squadra organizzativa e dei partner, fanno del Borgo un luogo accogliente per famiglie, scuole e operatori del settore.
Qui si fondono attività umane, benessere animale e risorse naturali, uno spazio pensato per l’educazione ambientale e per avvicinare le nuove generazioni alla tutela degli ecosistemi.
Il Borgo è anche uno spazio di inclusione, rispetto ed empatia, dove conoscere l’asino significa apprezzarne le doti: intelligenza, prudenza, memoria e capacità di apprendimento. L’interazione diretta diventa apprendimento esperienziale e trasforma la curiosità in conoscenza.
Di fronte alla perdita di biodiversità e alla necessità di costruire comunità più sostenibili, il patrimonio rurale siciliano diventa a Verona una risorsa educativa e culturale per il benessere collettivo.


