
Give Care, in Sicilia il primo convegno su affettività, sessualità e qualità di vita
Affettività e sessualità non sono marginali nel percorso di vita delle persone con disabilità, sono bisogni che non possono essere ignorati. Tradurre desideri in obiettivi significa costruire percorsi concreti che considerino la persona sempre nella sua interezza, fatta di corpo ed emozioni, relazioni e scelte.
Il rispetto dell’identità di ognuno, fatta anche di affettività e sessualità, è il tema centrale del dibattito del Progetto Give Care, che a Catania crea percorsi di empowerment e partecipazione dei caregiver di persone con spettro autistico.
Durante i lavori, in programma giovedì 18 e venerdì 19 giugno al Dipartimento di Scienze della Formazione (in via Casa Nutrizione), saranno coinvolte istituzioni regionali e locali, università, ordini professionali e enti del terzo settore per porre le basi di un confronto ampio su tutti gli aspetti che incidono sulla qualità di vita.
Questo è il primo Convegno in Sicilia sul tema, è organizzato nell’ambito del progetto Give Care dalle Cooperative Sociali Controvento e Fenice in sinergia con la Regione Siciliana, il Dipartimento di Scienze della Formazione di UniCT, l’ASP di Catania, e con il patrocinio della Città Metropolitana di Catania, dell’Ordine degli Psicologi e dell’Ordine degli Assistenti Sociali. Il Comitato Scientifico dei lavori è costituito da Elisabetta Sagone, docente del Dipartimento di Scienze della Formazione di UniCt, Federica Failla e Daniele Casella psicologi della Società Cooperativa Controvento, Marika Cascino psicologa BCBA, e Martina Nucifora, coordinatrice del progetto Give Care.
Tra focus e workshop pratici sarà possibile evidenziare i bisogni emergenti, le risposte dei servizi, la gestione delle criticità. In primo piano ci sarà anche il quadro normativo, a partire dalle recenti evoluzioni legislative che finalmente definiscono il progetto di vita come un percorso costruito a partire dalle aspettative della persona con disabilità, con l’obiettivo di promuovere autonomia, partecipazione, inclusione e qualità della vita. Il riconoscimento delle urgenze, come quelle dell’affettività e della sessualità, non rientrano nella tutela o assistenza, ma nella presa di consapevolezza da innescare nel sistema sociale e in ogni contesto familiare affinchè ogni persona possa essere considerata con le stesse complessità di bisogni.
