PST SICILIA, ECCO LE IDEE HI TECH DA FINANZIARE

relatori1

CATANIA – «Le imprese che nascono dalla ricerca hanno spesso una concreta opportunità di essere conosciute e di investire in tutto il mondo. Di contro, le idee innovative che non vengono condivise in rete, cioè non manifestate agli attori del mondo economico e tecnologico, nascono e vivono in cattività, mortificando il reale potenziale da esprimere». Ecco perché il Parco scientifico e tecnologico (Pst) della Sicilia – come si evince dalle parole del suo presidente Marco Romano – ha consentito a cinque progetti imprenditoriali, nati dal genio di giovani ricercatori e studenti siciliani, per la maggior parte catanesi, di poter richiedere finanziamenti ed entrare in contatto con importanti realtà euromediterranee.

In termini organizzativi il Pst Sicilia, questa mattina nella propria sede nell’ambito dell’evento “Med Technopolis – Spin-off Elevator Pitch”, ha fatto incontrare a tu per tu i giovani progettisti, padri di idee ad alto contenuto tecnologico, con i business angels e i venture capitalist, vale a dire – come suggeriscono le traduzioni italiane “angeli degli affari” e “capitalisti di ventura” – coloro che intendono finanziare la realizzazione di queste idee. I progetti presentati, ben strutturati e avanzati, hanno una portata rivoluzionaria per i settori dell’Ict, dei materiali edili, dell’agroindustria, dell’energia e della medicina. In quest’ultimo caso, ad esempio, i ricercatori Massimo Camarda, Giuseppe Fisicaro, Antonino La Magna e Giorgio Russo, stanno mettendo a punto “EDOA”, un dispositivo clinico che consente di analizzare il sangue dei pazienti oncologici per capire il tipo di tumore e personalizzare la terapia. Tale tecnologia è in grado infatti di separare il sangue dalle cellule tumorali, rilevando preziose informazioni mediche che fino ad oggi sono accessibili solo con rare e costosissime apparecchiature. Progetto di gruppo anche quello di DSTech, società formata anch’essa da ricercatori – Riccardo Papaleo, Mario Musumeci e Giorgio Cacopardo – che ha realizzato un connettore sottomarino, di dimensioni e peso ridotti, per trasferire alta tensione a terra sfruttando i campi eolici installati in mare o i sistemi basati sul movimento delle maree e delle onde. “Rosetta analysis & consulting” è invece il progetto di Giusj e Angelo Fichera, e Antonino Pezzino, che hanno sviluppato, tramite l’utilizzo di strumentazioni d’avanguardia, metodi d’innovazione estetica per materiali naturali o artificiali come il basalto, il marmo, la ceramica, il cemento ma anche pietre ornamentali. In altre parole: nuove colorazioni e forme, e maggiore qualità e resistenza per sostanze che rappresentano materia prima per l’industria edile. Il turismo di lusso è invece il campo di applicazione di “Butlr”, il «maggiordomo e consulente di viaggio virtuale», come definito dai suoi sviluppatori, gli studenti Gianni Famà e Andrea Batticani. Si tratta di una piattaforma digitale – la prima in assoluto di questo genere – in grado di fornire, semplicemente interfacciandosi con un tablet o uno smartphone, i servizi turistici all’interno di un albergo, e la guida o l’acquisto on line dei prodotti eno-gastronomici tipici del territorio in cui ci si trova. Infine, nel campo culinario, la ricercatrice Rosa Palmeri ha sperimentato “Fi.Goò”, un ingrediente alimentare del tutto nuovo, una purea genuina, ottenuta dai fichi d’India. L’innovazione consiste nel trattamento naturale, privo di additivi e coloranti, del frutto – mai eseguito finora – in grado di conservare le alte proprietà nutrizionali e di mantenere una lunga conservazione. Gli impieghi nell’industria dolciaria, nell’alta ristorazione così come anche nella piccola pasticceria, si prospettano numerosi ed originali. Ad ascoltare i giovani progettisti – prima in platea o poi in incontri one-to-one – i potenziali “finanziatori”: Andrea Gurmina di Italia Camp, Giuseppe Mormino di Unicredit, Francesca Natali di Fondo Ingenium, il presidente di Gruppo Giovani Imprenditori Catania Antonio Perdichizzi, Alfonso Riccardi si Fondo Vertis, Giuseppe Speciale di Capitt. Nel pomeriggio invece, su iniziativa di Youth Hub Catania – primo incubatore di impresa italiano gestito interamente da studenti universitari, guidato da Mario Scuderi – ha avuto luogo il “Start-up Exchange Program”, ovvero la competizione tra dieci idee imprenditoriali per ottenere fino a tre mesi di incubazione in Svezia e Finlandia. Per ciascuno degli “startupper”, i progettisti cioè, a disposizione solo un tempo stabilito di 5 minuti per convincere una qualificata Commissione.
Non sono presenti Commenti

    Leave a reply

    Impostazioni della Privacy
    Nome Abilitato
    Cookie Tecnici
    Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookies tecnici necessari: wordpress_test_cookie, wordpress_logged_in_, wordpress_sec.
    Cookies
    Utilizziamo i cookie per offrirti un'esperienza migliore sul sito web.

    Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.