IL CAMBIO GENERAZIONALE NELLE IMPRESE

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CATANIA – Giuseppe Manuele, 30 anni, si è “ambientato” tra le stanze dell’azienda di famiglia ancora prima di laurearsi e, facendo tesoro dei suoi studi economici, è riuscito a trasformare l’opportunità in merito,  «avendo la fortuna di trovarsi a fare quello che più lo appassionava» e oggi guida un’impresa “figlia” di una storia familiare, che al settore commerciale ha aggiunto quello industriale per l’edilizia e le infrastrutture, con un doppio passaggio generazionale e di competenze. Il Cavaliere del lavoro Francesco Tornatore è quello che si definisce un “senior”, da decenni a capo di un’impresa che produce componenti per i settori delle telecomunicazioni, energia e trasporti: a lui la strategia, «ai figli la gestione d’impresa» afferma, grazie a una transizione da prima a seconda generazione avvenuta gradualmente, che rappresenta un buon compromesso tra tradizione manageriale e innovazione.

Due testimonianze di un fenomeno – il cambio generazionale nelle imprese di famiglia – che riveste un ruolo fondamentale nelle dinamiche non solo aziendali e di mercato, ma anche interne e familiari, con un vasto bagaglio di ricadute. Come hanno dimostrato gli studenti del Dipartimento di Economia e Imprese dell’Università di Catania – coordinati dalla prof.ssa Giorgia D’Allura e dal regista Antonio Caruso – questa mattina (15 novembre) in occasione del convegno svoltosi a Palazzo del Rettorato, mettendo in scena due spaccati molto realistici di “affari di famiglia”, grazie al format sperimentale del “teatro d’impresa” introdotto dal prof. Rosario Faraci, che ha posto l’accento sulla «modernità di uno strumento che forma gli studenti e li prepara all’ingresso nelle aziende, simulando  fatti e problemi tipici delle imprese familiari».

Il focus di oggi – promosso da Università, Confindustria Catania e Centro Studi Family Business – ha visto la partecipazione di numerose personalità di prestigio che hanno apportato un contributo multidisciplinare, a partire dal mondo accademico, come sottolineato dal Rettore Giacomo Pignataro: «L’università si impegna a fianco delle imprese per realizzare cambiamenti di innovazione sociale – ha affermato – che diano giusto riconoscimento al merito e alla formazione, seguendo lo studente in tutto il percorso, dalle aule agli uffici, con il contributo di tutti gli enti di riferimento». Percorso che non può avvenire ex abrupto, ma necessita di un graduale lavoro di adeguamento, «tenendo conto di molte variabili come il ricambio forzato o programmato, la scelta del successore, il coinvolgimento dei figli maschi, l’unità del complesso aziendale e il valore etico che l’impresa assume se relazionato alla crescita del territorio e dell’indotto», ha spiegato il vice presidente Confindustria Catania Antonello Biriaco.

E in Sicilia? A fare il punto sulle esperienze professionali maturate nel cambio generazionale nel sistema delle imprese locali è stato l’economista Antonio Pogliese, che dagli anni ’90 a oggi ha seguito ben 10 casi di staffetta aziendale: «La Sicilia sta attraversando il passaggio fra la prima e la seconda generazione, occorre contestualizzare questa transizione con un obiettivo: il mantenimento del sistema produttivo nel rispetto della eticità e della legalità, avendo una visione completa che coniughi i diritti di tutti e gli interessi collettivi da tutelare». Di Family reputation e sostenibilità intergenerazionale ha parlato la prof.ssa Elita Schillaci (presidente Fondazione Svpf): «Il family business è una specie da difendere, un valore, soprattutto qui in Sicilia: la delega, la fiducia, l’impegno, la passione e il potere richiedono una lettura particolare, soprattutto in un momento come questo in cui la sostenibilità intergenerazionale è fattore che spinge l’economia e la crescita».

L’approfondimento trasversale è stato proposto dalle relazioni del prof. Orazio Licciardello (Psicologia Sociale, Catania), del prof. Giuseppe Di Taranto (Luiss, Roma)  che ha esposto il quadro nazionale del sistema d’impresa familiare; del prof. Vincenzo Di Cataldo, che ha parlato di istituti giuridici da utilizzare nel cambio generazionale in azienda; di Saverio Continella (direttore generale Credito siciliano) che ha fatto il punto sulla “bancabilità” e ricambio nelle imprese.

 

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