
Lunedì 9 novembre, ore 18.00, l’inaugurazione alla presenza dell’arcivescovo Luigi Renna. Dopo i lavori di restauro, un patrimonio sotterraneo di straordinario interesse storico e architettonico torna a essere accessibile alla comunità
CATANIA – A circa tre metri e mezzo sotto il pavimento di una delle chiese storiche di Catania si custodisce un patrimonio di ambienti sotterranei, antiche camere sepolcrali, volte in pietra lavica e testimonianze di rituali funerari ormai scomparsi. Un luogo nel quale architettura, spiritualità e memoria collettiva si intrecciano, restituendo un capitolo poco conosciuto della storia della città. È l’Antico Ipogeo della Chiesa di Sant’Agostino, oggi Santuario diocesano di Santa Rita (via Vittorio Emanuele II, n. 318), che lunedì 9 novembre, alle ore 18.00, sarà inaugurato dopo i recenti lavori di restauro e recupero, alla presenza dell’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna.
Un appuntamento che segna un importante momento di valorizzazione del patrimonio storico e religioso, restituendo alla fruizione pubblica un sistema di spazi sotterranei che conserva tracce significative della vita e della morte nella Catania dei secoli passati. Cinque camere sepolcrali e una successione di ambienti collegati da corridoi e antiche scale si sviluppano al di sotto della navata della chiesa, seguendone l’orientamento architettonico. Le strutture presentano volte a botte e a crociera, pavimentazioni in cotto, nicchie, ossari e particolari sedili in muratura utilizzati per le pratiche funerarie diffuse tra il XVIII e il XIX secolo. Particolarmente suggestive le camere sepolcrali nelle quali sono ancora riconoscibili i cosiddetti colatoi, strutture destinate al trattamento delle salme prima della deposizione definitiva dei resti. Elementi che documentano antiche consuetudini e testimoniano il valore storico e antropologico del complesso.
La storia dell’ipogeo è strettamente connessa a quella della Chiesa di Sant’Agostino. Il complesso agostiniano, fondato nel 1384 lungo l’antica Strada Reale, oggi via Vittorio Emanuele, venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1693 e successivamente ricostruito nella prima metà del Settecento, su progetto affidato a Girolamo Palazzotto, tra i protagonisti della ricostruzione barocca della città. Nel 2013 la chiesa è stata elevata a Santuario diocesano di Santa Rita in Sant’Agostino. Il progetto di recupero dell’ipogeo nasce dall’esigenza di salvaguardare un bene di particolare interesse storico e architettonico, contrastando le criticità legate all’umidità e alla progressiva chiusura degli originari collegamenti con la chiesa sovrastante. Gli interventi sono stati concepiti per conservare le caratteristiche autentiche degli ambienti, migliorarne le condizioni di fruibilità e valorizzarne gli elementi architettonici, attraverso soluzioni rispettose della struttura storica. Un percorso che unisce tutela e conoscenza, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di scoperta del patrimonio culturale cittadino, anche attraverso luoghi meno conosciuti e normalmente sottratti allo sguardo quotidiano.
La cerimonia inaugurale, in programma nella Chiesa di Santa Rita in Sant’Agostino, si aprirà con i saluti del rettore don Massimiliano Parisi. Seguirà l’intervento dei progettisti architetto Francesco Anfuso, architetto Marco Bertolone e ing Mauro Scaccianoce dedicato ai lavori di restauro dell’Antico Ipogeo, e un intermezzo musicale affidato al coro polifonico diretto dal maestro Paolo Cipolla. Il professor Gianpiero Vincenzo dell’Accademia di Belle Arti di Catania introdurrà quindi il video dedicato alla storia dell’ipogeo, realizzato dalla stessa Accademia, offrendo un ulteriore contributo alla conoscenza e alla divulgazione del patrimonio recuperato.
Previsti i saluti istituzionali del sindaco di Catania Enrico Trantino, del rettore dell’Università di Catania Enrico Foti e della presidente dell’Accademia di Belle Arti Lina Scalisi.
Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo Luigi Renna, cui seguiranno il taglio del nastro e una prima visita riservata alle autorità. Successivamente l’Antico Ipogeo sarà aperto al pubblico, con ingressi organizzati in gruppi scaglionati.

