CENTRO STORICO, LE INNOVAZIONI ANTISISMICHE

ing_17_giugnoCATANIA – «La recente emanazione da parte della Regione Siciliana di un bando per il sostegno al credito per i privati che vogliono recuperare edifici storici è una strada certamente condivisibile; va tuttavia segnalata l’assenza negli enti locali di uffici e di azioni amministrative dedicate proprio ai centri storici. Recuperare questi brani di città costituisce un’importante occasione di rilancio dell’economia dell’edilizia e uno strumento per intercettare i flussi turistici. In questo gli ingegneri sono protagonisti». Non ha dubbi il presidente della Fondazione dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Catania Santi Maria Cascone, che ieri – venerdì 17 giugno – ha introdotto i lavori del seminario “Tecnologie antisismiche innovative. Applicazioni del sistema Cam”, svoltosi al President Park Hotel di Acicastello.

 

 Un evento certamente dedicato agli “addetti ai lavori”, ma che ha sollevato anche diversi spunti di interesse pubblico tra cui appunto la tutela degli edifici storici.

 I recenti crolli avvenuti a Catania – tra cui spicca quello del controsoffitto della stanza dell’assessorato comunale alle Attività Produttive retto da Franz Cannizzo (in via di San Giuliano) – «evidenziano l’urgenza – ha continuato Cascone – di programmare e sostenere politiche di intervento che pongono attenzione sia alla sicurezza statica dei fabbricati che alla necessità del risanamento sanitario e dell’efficienza energetica».

In questo panorama un ruolo strategico appartiene senza dubbio alla Sovrintendenza dei Beni Culturali e Architettonici, il cui ente catanese era ieri rappresentato da Salvatore Sorbello: «Ogni edificio è un “organismo edilizio”, e in quanto tale va tutelato, curato esternamente e internamente. Per questa ragione gli edifici storici che possiedono una rilevante valenza architettonica ed estetico-figurativa non vanno alterati con tecnologie ingerenti ma solo con componenti moderni ecocompatibili. Non bisogna interpretare ciò come un ostacolo che la Sovrintendenza pone ma come il giusto atteggiamento culturale verso opere edilizie che certamente si distinguono da tutto il resto del patrimonio urbano».

All’incontro – moderato dal segretario della Fondazione Alfio Grassi – sono intervenuti inoltre il presidente della Fondazione dell’Ordine etneo degli Architetti Carlotta Reitano, il vicepresidente e il dirigente della Edilcam Sistemi spa rispettivamente Roberto Marnetto e Alessandro Vari, Mauro Cilia della Chimetec sas di Ragusa e il geometra Calanna, consigliere del collegio dei geometri.

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