CROWDFUNDING, IN SICILIA SI FA COL CUORE

La logica del crowdfunding inizia anche in Sicilia a fare breccia nei cuori delle persone, che attraverso donazioni indirizzate ad associazioni attive, possono contribuire a realizzare “dal basso” piccoli grandi progetti.

Basta poco: iniziative in linea con le aspettative della comunità di riferimento; volontari che credono in valori e si muovono spinti da passione e voglia di fare; contributi a sostegno di una causa sociale o solidale. Il risultato di tutto questo è il mondo della #gentelaboriusa, che in pochissimo tempo ha realizzato decine di progetti creativi e pieni di significato. Gli ultimi messi a segno sono quelli nati dalla partnership tra Legambiente e Laboriusa che, dopo aver messo a dimora decine di alberi grazie alle donazioni dei catanesi, adesso hanno segnato un nuovo importante traguardo e si apprestano a mettere in campo nuove energie indirizzate a cambiare il volto della città.

L’ultimo progetto chiuso con successo è “Strada per gioco”: con i fondi raccolti (1.525 euro) sono stati avviati laboratori educativi sull’ambiente nelle aule dell’istituto XX Settembre, che alla fine del percorso si tradurranno in opere artistiche “on the road”, proprio nello spazio antistante la scuola: via Signorelli, divenuta strada chiusa al traffico grazie alla spinta dell’associazione ambientalista, che è riuscita a dialogare con tutta la rete che ruota intorno al quartiere. «Visto il successo – spiega Annamaria Pace, vicepresidente di Legambiente Catania – abbiamo deciso di far diventare “itinerante” questo progetto dai molteplici obiettivi: sensibilizzazione, pedonalizzazione, condivisione e socialità, diffusione di cultura ambientalista. Adesso ci sposteremo a Librino, con il coinvolgimento della scuola Musco. Oltre ai piccoli donatori, abbiamo avuto anche la partecipazione di una realtà imprenditoriale catanese, ma che opera a livello internazionale, Bionap, che ci ha permesso di chiudere il budget in tempi record».

Un modello vincente: da un lato c’è chi crea e porta avanti il progetto; dall’altro, ci sono quelle aziende del territorio che, oggi più che mai, hanno voglia d’incidere sul cambiamento, puntando sulla responsabilità sociale, consapevoli del fatto che una vision etica imprenditoriale arricchisce (e riempie di significato) il lavoro e il business quotidiano. L’ho ha ben inteso Bionap, azienda dinamica che produce estratti botanici standardizzati ottenuti da piante e frutti che crescono nelle aree circostanti l’Etna e che, avendo sempre puntato sull’economia circolare, ha voluto affiancare Legambiente in questo percorso “green”.

Inoltre, grazie alla collaborazione con il prof. Carlo Colloca, docente di Sociologia urbana e delegato per le attività di Terza missione del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (Unict), durante i progetti verranno somministrati questionari, per rilevare esigenze e desideri sulla base dei bisogni di chi vive la città. È previsto anche il confronto di esperienze tra le scuole che stanno aderendo al progetto in occasione di un’assemblea cittadina, coordinata insieme a Mirko Viola, segretario di CittàInsieme, nella quale saranno invitati a partecipare istituzioni, cittadini e associazioni.

Ma non è finita, perché proprio da qualche giorno è online “Urban reloaded”, che vede al centro degli obiettivi della nuova campagna di crowdfunding attiva su www.laboriusa.it «la riqualificazione di una delle piazze più suggestive di Catania: Piazza Duca di Genova – spiega il presidente di Legambiente Viola Sorbello – uno degli scorci più significativi e rappresentativi della nostra città, che purtroppo oggi è diventato parcheggio per auto. Legambiente Catania – attraverso le vostre donazioni: 4.000 euro è l’obiettivo – vuole trasformare questo luogo in area verde. Si propone dunque di chiudere al traffico la piazza, mantenendo solo il transito dalla strada che prosegue da via Vecchio Bastione, eliminare il parcheggio centrale, allargare le aiuole già preesistenti e rendere permeabile il terreno: progetto che si inserisce all’intero di un’operazione proposta all’Amministrazione di Catania».

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