EDILIZIA CATANIA, FORMAZIONE PER LE PMI

 
 

CATANIA – Un “Progetto Futuro” per la filiera catanese dell’edilizia: sarà l’Ente Scuola Edile di Catania (Esec) che, nel territorio etneo, realizzerà il laboratorio formativo promosso da Formedil (Ente Paritetico per la formazione in edilizia) in ambito nazionale. Una vera e propria azione di sostegno alle imprese e ai lavoratori del settore per vincere la sfida dell’innovazione, attraverso la formazione e un’adeguata rete di servizi.

L’iniziativa sarà presentata oggi, venerdì 13 febbraio, alle 18.00, nella sede dell’Esec (via Strada Boschetto Plaia, 2). Il presidente della Scuola Giuseppe Piana, coadiuvato dal vicepresidente Giovanni Pistorio e dal direttore Giacomo Giuliano, illustrerà il programma delle attività ai rappresentanti del comparto catanese delle costruzioni e ad altri attori sociali coinvolti: gli Ordini professionali (Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti industriali, Commercialisti e Consulenti del Lavoro), il sistema delle imprese (Costruttori, Artigiani, Cooperative), l’Università e l’Inail.

Il Progetto è strutturato in un ciclo di cinque seminari – rivolto in particolare ai titolari delle Pmi e alle figure strategiche manageriali e tecniche delle microimprese – imperniato sul tema dell’innovazione nei diversi aspetti in cui si manifesta: l’innovazione di prodotti, sistemi, componenti e tecnologie; quella del cantiere come ambito di produzione; quella della progettazione e dei modelli organizzativi; l’innovazione nella gestione finanziaria e nel modo di stare sul mercato. Lo scopo è mettere in azione elementi e metodi per conoscere meglio le evoluzioni del mercato e orientare le scelte delle imprese; affiancare le stesse nel percorso di crescita innovativa; consentire il confronto sulle esperienze con validità e criticità.

 

«Il contesto attuale dell’edilizia – spiega il presidente dell’Esec Piana – è caratterizzato da un mercato in grande crisi, dove la sopravvivenza bisogna conquistarsela con la lungimiranza, il coraggio, l’inventiva. Progetto Futuro intende ottimizzare il processo edile attraverso la definizione di un metodo comune che possa consentire di affrontare meglio questa situazione. Per agire in tempi utili – continua – in particolar modo per aiutare chi sta soffrendo maggiormente la crisi, non è più possibile agire singolarmente: le imprese non hanno più la capacità e la forza economica per farlo in modo autonomo. Occorre operare come sistema, mettendo bene a fuoco le profonde trasformazioni che stanno avvenendo, individuando gli aspetti fondamentali che caratterizzano l’evoluzione del processo produttivo, i cambiamenti della domanda, delle relazioni, dell’organizzazione del cantiere e sul piano della gestione delle aziende».

Il settore edilizio che uscirà dalla crisi, come delineato dal Cresme e da altri importanti istituti di ricerca, rispetto al boom dei primi anni Duemila, sarà non solo profondamente diverso sul piano quantitativo, in termini di addetti e strutture, ma dovrà fare i conti con la riconfigurazione degli scenari economici e monetari e con il riassetto dei mercati di riferimento, nonché con l’evoluzione di processi, tecnologie e prodotti. In altre parole con l’innovazione.

UFFICIO STAMPA I PRESS CATANIA

ASSIA LA ROSA

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