

PALERMO – «L’attuale sistema delle gare di bacino spesso non consente l’accesso e la partecipazione delle imprese siciliane, agevolando le multinazionali e non permettendo alle PMI di partecipare alle dinamiche di un mercato che – per sua natura – dovrebbe premiare le aziende maggiormente competitive. Se da un lato il ritardo dei pagamenti da parte delle Aziende ospedaliere (oltre 15 mesi) provoca pesantissimi contraccolpi alle imprese che forniscono beni e servizi; dall’altro, l’eccessiva tendenza a razionalizzare la spesa per gli acquisti sanitari e la definizione di nuove modalità di programmazione e gestione dei processi pubblici d’appalto, stanno provocando il declino del mercato siciliano». Ad affermarlo è stato Pietro Argento, presidente dell’Afors – Associazione fornitori ospedalieri Regione Siciliana – che questa mattina (3 maggio) è intervenuto durante il convegno “Il sistema delle forniture ospedaliere in Sicilia: situazione attuale e prospettive future”, svoltosi nella sede di Confindustria Palermo. «Le esposizioni bancarie, le crisi di liquidità e l’immobilismo economico – ha continuato Argento – stanno mettendo in ginocchio un comparto, il nostro, che conta oltre 5mila lavoratori: chiediamo alle Istituzioni, e in particolare all’assessorato regionale alla Salute, di attuare il disciplinare esitato tre mesi fa durante il tavolo tecnico. Auspichiamo quindi che quest’ultimo diventi uno strumento permanente per il dialogo tra imprenditori, amministrazione e tecnici, per condividere i processi di scelta e di sviluppo nel settore sanitario».
