
Iniziativa di Fondazione e Ordine Architetti di Catania al Castello di Leucatia
LA TENSIONE CULTURALE CONTEMPORANEA NEL RACCONTO DI IVO CELESCHI
Le contraddizioni moderne e le resistenze culturali al rinnovamento
CATANIA – L’architettura nella città etnea come tensione culturale tra passato e futuro: una riflessione che ha preso le mosse dalla proiezione di “Sconosciuto a se stesso”, un video dell’architetto Ivo Celeschi presentato ieri pomeriggio (30 marzo) durante l’incontro-dibattito organizzato dalla Fondazione e dall’Ordine degli Architetti di Catania in collaborazione con Inarch Sicilia, alla Biblioteca Livatino al Castello di Leucatia.
«Oggi ci troviamo in un luogo che è stato restaurato proprio su progetto del collega Ivo Celeschi – ha commentato la presidente della Fondazione Architetti Paola Pennisi – la narrazione contenuta nel suo video, e soprattutto il suo racconto ci ha dato l’opportunità di riflettere su noi stessi, accompagnandoci in un viaggio attraverso le contraddizioni della vita contemporanea, tra la bellezza dell’arte e dell’architettura, alternando passato e presente, storia e innovazione. Una testimonianza che è diventata patrimonio di tutti». Alla presentazione del video – realizzato grazie alla collaborazione di Maurizio Caudullo di Inarch Sicilia e del musicista Roberto Fuzio – hanno partecipato il giornalista Giuseppe Grasso Leanza e il docente di Composizione Architettonica ed Urbana dell’Università di Catania Sebastiano D’Urso.
«Catania come tutte le città contemporanee vive di contraddizioni, quindi se da una parte l’architettura rappresenta la prospettiva futura di cambiamento, la città ha ancora delle resistenze di natura culturale che derivano in parte anche da un retaggio passatista – ha sottolineato D’Urso – a volte restiamo schiacciati dal peso del nostro importante passato restando immobili. I problemi di natura tecnica sono superabili, meno quelli di natura politica, tuttavia credo che con una maggiore consapevolezza della cittadinanza si possano scardinare le resistenze di carattere politico-burocratico». «Ognuno di noi trova delle difficoltà a capire se stesso a causa delle influenze che arrivano dal passato – ha affermato Ivo Celeschi durante il suo intervento – ci si accorge che dal passato ci vengono incollati tanti valori ma anche molti pregiudizi, ed è questa la ragione per la quale i grandi artisti hanno avuto un rapporto non facile con il passato. In alcuni casi la volontà di cambiamento ha lasciato il posto addirittura alla contestazione. Per trovare le tracce di questo spirito del tempo basta osservare le cose che sono state fatte a Catania nel Settecento per esempio, un periodo storico in cui ritroviamo ampiamente questa volontà di cambiamento e di contrapposizione. Oggi invece viviamo una condizione diversa – ha concluso – è come se avessimo paura del rinnovamento, mortificando in questo modo la parte di innovatività che proviene dagli architetti dei nostri giorni».
