INGEGNERI, CONVEGNO PONTE SULLO STRETTO

 

PONTE

CATANIA – «Il ponte sullo stretto di Messina è un’opera di grande attualità – ha sottolineato il presidente della Fondazione degli Ingegneri di Catania Santi Maria Cascone – grazie alla quale si potrebbe realizzare e incrementare un continuo scambio di persone e di merci a beneficio del territorio e dell’economia siciliana».

Questa la premessa alla tavola rotonda “Aspetti tecnici ed economici del ponte sullo stretto di Messina” svoltasi questa mattina – sabato 9 febbraio – presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania, presieduto da Carmelo Maria Grasso. Un’opera strutturale che diviene “opera territoriale”, fondamentale – a detta degli intervenuti – per il rilancio del Paese e per lo sviluppo della nostra Isola, che deve ripartire proprio dall’innovazione tecnologica. Un grande progetto di ingegneria, quello del ponte, ma anche con grandi valenze di carattere tecnico-scientifico ed economico: in gioco ci sono infatti le competenze geotecniche, strutturali e sui trasporti di esperti impegnati da anni al progetto di un’infrastruttura «che modificherebbe radicalmente il ruolo della Sicilia e dell’Italia nel panorama trasportistico europeo – ha continuato Cascone – generando benessere diffuso e offrendo concrete opportunità di lavoro».

«Com’è noto, infatti – ha dichiarato Giovanni Mollica, ingegnere esperto in trasporti – i grandi assi trasportistici favoriscono la crescita e portano benefici ai territori attraversati. La realizzazione del ponte è, dunque, fortemente connessa allo sviluppo dei porti siciliani, che potrebbero avere un ruolo trainante analogo a quello dei porti di Rotterdam, Anversa e Amburgo, oggi strategici per l’economia dei rispettivi Paesi. La mancata realizzazione del ponte porrebbe un pregiudizio economico gravissimo all’Italia, che rimarrebbe incapace di beneficiare della ricchezza proveniente dai grandi flussi commerciali del Mediterraneo».

Tra gli intervenuti anche il direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Catania, il prof. Enrico Foti, che ha aggiunto: «La realizzazione del ponte di Messina rappresenta l’occasione anche per un recupero ambientale del territorio. Basti pensare ai ripascimenti della costa tirrenica messinese che verrebbero effettuati con le sabbie provenienti dagli scavi, ovvero agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nei bacini idrografici interessati dalle opere infrastrutturali di collegamento». Anello di collegamento tra gli scali siciliani e il resto del mondo; opera strategica per l’occupazione; gioiello di ingegneria di ultima generazione: questo e molto altro renderebbe il Ponte sullo Stretto un’opportunità di sviluppo da non mancare.

Erano presenti, tra gli altri, Sascia Canale, docente dell’Università di Catania, Francesco Attaguile della “Sicilia Hub International” e Rocco La Valle, sindaco di Villa San Giovanni (RC), Michele Maugeri, docente di Geotecnica dell’Università di Catania.

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