

CATANIA – Viviamo un’epoca in cui i diritti fondamentali dell’uomo sono in aperto contrasto con il mondo del lavoro? Il diritto allo sciopero, alla protesta, come si inquadra in un panorama in cui aumentano le vertenze? La nuova ed epocale riforma del mercato lavoro come affronta queste delicate questioni?
Sono gli interrogativi, oggi più che mai attuali, a cui si è voluta dare una risposta durante il seminario di questa mattina al Palazzo di Giustizia di Catania. Una risposta che «non sia solo esplicitata attraverso il linguaggio tecnico e giuridico ma che sia soprattutto comprensibile e diretta all’intera collettività, che sia un punto di dialogo tra società e istituzioni» ha dichiarato Caterina Campochiaro, presidente dell’Associazione socio-culturale Haruka che ha organizzato l’incontro.
L’iniziativa, non a caso, è stata sostenuta da numerosi e autorevoli enti pubblici e privati del territorio: il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia presieduto da Marco Romano, la Camera di Commercio di Catania, gli Ordini provinciali dei Commercialisti e degli Avvocati, Confindustria e Apindustrie Catania (erano presenti i presidenti Domenico Bonaccorsi di Reburdone e Giuseppe Scuderi).
«L’obiettivo del seminario – ha affermato Roberto Cosio, presidente della sezione siciliana degli Avvocati Giuslavoristi Italiani (Agi) nonché componente della Commissione Lavoro dell’Unione degli Avvocati Europei (Uae) – è puntare l’attenzione su una lettura della Legge Fornero in linea con l’evoluzione del diritto europeo. In tema di licenziamento, ad esempio, ciò significa valorizzare al massimo la tutela antidiscriminatoria che opera un bilanciamento a una riduzione della tutela reintegratoria. Il tema della discriminazione costituisce uno dei pilastri dell’ordinamento Ue. In particolare, oggi la regola è che il licenziamento illegittimo ha come sanzione un’indennità, mentre l’eccezione è la reintegrazione. Tale riduzione di tutela trova compensazione nel rafforzamento della tutela antidiscriminatoria».
Dello stesso parere il presidente del Tribunale di Catania Bruno Di Marco che ha sottolineato come «la disciplina dei diritti fondamentali vada affrontata sotto un triplice punto di vista: dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, dal diritto Ue e in particolare dalla Carta di Nizza, e dalla Costituzione italiana. È in questa prospettiva articolata che bisogna analizzare le differenze e le compatibilità».
Al tavolo dei relatori anche i presidenti nazionale e provinciale del Centro Studi di Diritto del Lavoro “Domenico Napoletano”, rispettivamente Raffaele Foglia e Salvatore Pagano; e i docenti dell’Università etnea Nicoletta Parisi (Ordinario di Diritto Internazionale e dell’Unione Europea) e Giovanni Raiti (Diritto Processuale Civile).
