INGEGNERIA FORENSE, LA CATEGORIA AL SERVIZIO DELLA GIUSTIZIA UNA NUOVA SQUADRA DI ESPERTI IN CAMPO PER I DIRITTI DELLA COLLETTIVITÀ

 Inaugurato alla Cittadella Universitaria di Catania corso formativo nazionale

 INGEGNERIA FORENSE, LA CATEGORIA AL SERVIZIO DELLA GIUSTIZIA                                                            UNA NUOVA SQUADRA DI ESPERTI IN CAMPO PER I DIRITTI DELLA COLLETTIVITÀ

 CATANIA – «Oggi più di ieri i processi civili e penali hanno bisogno dell’esperto tecnico, perché la prospettiva dei consulenti e dei periti contribuisce alle decisioni del giudice e dunque al riconoscimento dei diritti e doveri dei cittadini». Le parole del presidente del Tribunale di Catania Bruno Di Marco confermano l’importanza di una figura professionale che va sempre più specializzandosi: l’ingegnere forense. Si tratta di una professione da tempo radicata ma che negli ultimi anni ha maturato il bisogno di un riconoscimento più ufficiale e specialistico. Necessità che nel seminario organizzato da Ordine e Fondazione degli Ingegneri di Catania, è sfociata nella possibile proposta di un Albo settoriale più istituzionale rispetto agli elenchi attuali, o nella segnalazione ai magistrati dei nominativi di coloro che attraverso lo stesso Ordine si formano sul campo, favorendo così un’individuazione più rapida e focalizzata degli esperti. «Preparare e aggiornare una classe di professionisti su una disciplina sempre più in evoluzione significa per l’Ordine – ha affermato il suo presidente Santi Maria Cascone – esprimere concretamente un servizio per il nostro territorio». Gli Ingegneri di Catania infatti sono capofila di un corso formativo – inaugurato proprio con il seminario – che coinvolge anche gli Ordini di Roma e Potenza, e la Fondazione di categoria di Potenza, a testimonianza della sua rilevanza nazionale.

Al di là degli approfondimenti prettamente tecnici, l’aspetto più delicato che emerge dell’ingegneria forense è quello dell’etica e della deontologia. Il presidente del Tribunale Di Marco ha più volte ribadito fermamente alla platea la «lucida consapevolezza» con cui il professionista deve operare. Una prospettiva ineccepibile di oggettività e imparzialità su cui ha insistito anche il presidente della Fondazione Ingegneri di Catania Mauro Scaccianoce: «La nostra attività ha un’importante ricaduta sulla società in tema di giustizia – ha detto – la stretta contiguità tra la ricostruzione del tecnico e la scelta del giudice implica una forte responsabilizzazione».

Ospitato alla Cittadella dell’Università etnea, il seminario ha registrato la partecipazione di centinaia di professionisti. Molti i giovani presenti, che sempre più spesso scelgono questa attività come primo trampolino di lancio per la professione. Il rettore Giacomo Pignataro – nei saluti di benvenuto – ha voluto sottolineare «la convergenza sinergica tra le istituzioni: mondo accademico, professionale, magistratura e Polizia postale». Presenti anche Enrico Foti e Gaetano Sciuto, direttore e vicedirettore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, in cui si è svolto l’evento. Al tavolo dei relatori sono intervenuti: i giudici del Tribunale di Catania Massimo Pulvirenti (Sezione Civile) ed Enrico De Masellis (Sezione Penale); il docente ordinario di Diritto Civile Giovanni Di Rosa, il dirigente Polizia Postale e Comunicazioni di Catania Marcello La Bella, il consigliere dell’Ordine Avvocati di Catania Giuseppe Calvo, il presidente del Comitato Scientifico del Centro di studi e di formazione professionale in materia giuridica Salvatore Nicolosi.

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