PARCO SCIENTIFICO SICILIA, VISITA GRUPPO ESE

parco_scientifico_tecnolog_sicilia_logoCATANIA – “La tua idea è il tuo business”, basta solo sapere che uso farne. Oggi essere giovani e talentuosi può non bastare: serve l’opportunità. Di confrontarsi, di condividere, di trovare la giusta indicazione per inseguire il proprio sogno, la propria passione e provare a farne un lavoro. Venti studenti provenienti da tutta Europa – protagonisti della prima edizione dell’European School of Entrepreneurship (ESE), presentata questa mattina in conferenza stampa – hanno fatto tappa a Catania per lavorare e “crescere” fianco a fianco, per un’intera settimana, con docenti universitari e imprenditori locali.  Venerdì 9 dicembre avranno l’occasione di visitare il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia, toccando con mano una delle realtà più attive nel mondo della ricerca industriale e dell’innovazione. A dare loro il benvenuto sarà il presidente Marco Romano,

tra i relatori della conferenza che ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo dell’innovazione e dell’imprenditoria siciliana: «Oggi anche solo pensare a un’imprenditorialità giovane è difficile: è fondamentale che, chi studia, impari a fare impresa, avendo a disposizione gli strumenti utili per sfruttare le proprie capacità, farsi carico del proprio destino lavorativo. Il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia opera proponendosi come “network-centered” ossia un’interfaccia tra imprese e università, pensato per “investire” sulle risorse del nostro territorio. Dal 2001 creiamo economia di rete per le Pmi a livello locale e globale, puntiamo sull’alta formazione attraverso periodi di training specialistici, fornendo servizi innovativi e attraendo nuovi investimenti».

 

I giovani studenti, venerdì avranno modo di visitare i laboratori d’eccellenza del Parco, dove ogni giorno oltre 40 ricercatori si applicano nei settori tradizionali quali l’agroalimentare, l’ambiente e i beni culturali, e quelli emergenti come le tecnologie per la società dell’informazione, le biotecnologie applicate e le bioenergie.

«Non sono certo l’unico a pensare che l’investimento sui giovani sia propedeutico all’arricchimento esperienziale e professionale di aziende, enti di categoria e ambienti universitari – conclude Romano – il contatto con la nostra realtà sarà per il team dell’ESE un prezioso spunto di riflessione nello sviluppo delle loro idee imprenditoriali».

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