INCENTIVI URBANISTICI: “BONUS CUBATURA”, LA PROPOSTA LEGISLATIVA DI ANCE CATANIA CONSEGNATA

Quinto incontro #cataniasicura: focus sugli immobili etnei da rigenerare

 

INCENTIVI URBANISTICI: “BONUS CUBATURA”, LA PROPOSTA LEGISLATIVA DI ANCE CATANIA CONSEGNATA

CATANIA – Emergenza terremoto e prevenzione: dal primo rapporto Ance/Cresme sullo stato del territorio si evince che un italiano su tre vive in zone a rischio sismico. Il patrimonio edilizio è vetusto e la pericolosità degli eventi naturali è amplificata dalla sua vulnerabilità. A livello regionale è la Sicilia a presentare la situazione più critica, con oltre 800 mila edifici realizzati più di 40 anni fa. Il territorio di Catania conta l’86% degli immobili non in regola con le normative antisismiche.

Partendo da queste premesse prosegue senza sosta il lavoro del tavolo #CataniaSicura, che ha stabilito quale obiettivo prioritario l’individuazione di un’aria del comune etneo su cui intervenire con modelli innovativi e sperimentali di messa in sicurezza. «I referenti dell’Università di Catania ed esperti di urbanistica, professori Ivo Caliò e Paolo La Greca – sottolinea il presidente Giuseppe Piana – stanno analizzando e studiando la mappatura degli immobili nelle zone maggiormente a rischio, per avanzare proposte nate dallo studio con l’Imperial College di Londra. Il movimento creato con tutti gli interlocutori del territorio sta portando ai risultati sperati, coinvolgendo l’Amministrazione comunale, il governo regionale e quello centrale, per stabilire la fattibilità delle azioni previste dal nostro piano strategico».

Sul fronte legislativo, inoltre, Ance Catania ha predisposto una proposta di legge che ha già trovato diversi consensi ed è stata sottoposta all’attenzione dei politici che hanno partecipato agli incontri: «Il sottosegretario Giuseppe Castiglione, i senatori Vincenzo Gibiino e Salvatore Torrisi, il deputato Angelo Attaguile, l’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio – continua Piana – hanno condiviso la linea operativa portata avanti, accogliendo la nostra proposta e impegnandosi a portare avanti politicamente le nostre istanze. Inoltre il Comune di Catania, con l’intervento degli assessori Di Salvo, Bosco e Scialfa, si è mostrato sempre propositivo, manifestando grande apertura verso le iniziative portate avanti da questo tavolo: adesso occorre finalizzare il lavoro e muoversi sul fronte operativo». La proposta normativa avanzata affianca alle detrazioni d’imposta previste dalla Legge di Bilancio 2017, incrementi in termini di bonus volumetrici, cedibili a terzi, al fine di rafforzare la possibilità/propensione, soprattutto per quella parte di popolazione meno abbiente, di intervenire: «L’idea è quella di estendere i benefici fiscali (attualmente previsti per le sole ristrutturazioni edilizie) anche agli interventi di demolizione e ricostruzione con incremento volumetrico di interi edifici, ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 – conclude Piana – prevedendo la cedibilità a terzi con delocalizzazione delle volumetrie aggiuntive, nell’obiettivo di incentivare le politiche di messa in sicurezza degli immobili e contestualmente i processi di rigenerazione urbana». Un’iniziativa che si muove nell’ottica di contenere il consumo di suolo, di rendere realmente agevoli, economicamente sostenibili e diffusi gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, affrontando in modo complessivo il problema della vulnerabilità sismica degli immobili, che .

Al quinto incontro di #CataniaSicura hanno preso parte: il presidente e vice presidente dell’Ordine degli Architetti Giuseppe Scannella e Salvo Fiorito; il presidente del Collegio Geometri Paolo Nicolosi; la professoressa Elita Schillaci; l’assessore comunale alle Politiche Scolastiche Valentina Scialfa; il senatore Vincenzo Gibiino, il vice presidente di Ance Catania Rosario Fresta, il consigliere dell’Ordine regionale dei Geologi Antonio Cubito, il presidente Fiaip Catania Maria Pia Barbagallo.

Articolo Incentivi per la rigenerazione urbana

  1. Le detrazioni fiscali di cui all’art. 16 commi 1bis, 1 ter, 1 quater, 1 quinquies e 1 sexies del Decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.90, come modificato dal comma 2 dell’art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, fermo restando quanto previsto dal comma 3 della stessa, trovano applicazione anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione con incremento volumetrico ove consentito.
  2. L’incremento volumetrico, se non utilizzato sull’immobile oggetto dell’intervento, può essere ceduto a terzi e delocalizzato in area o aree diverse aventi stessa destinazione urbanistica.
  3. Gli interventi di cui al presente articolo sono ammessi anche in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, nonché agli articoli 7, 8 e 9 del decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, previo studio di dettaglio esteso all’intero isolato ove ricade l’intervento stesso, fermo restando il rispetto delle norme del codice civile e della disciplina di tutela degli edifici di valore storico architettonico.
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